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    Reggio, operazione Joti, si costituisce narcotrafficante

     Nella tarda serata di ieri, 15 febbraio, si è costituito, alla Polizia di Stato uno dei principali narcotrafficanti, sottrattisi alla cattura, indagati nell’ambito dell’operazione antidroga “JoTi”, condotta dalla Sezione Narcotici della Squadra Mobile della Questura, diretta dal Vice Questore Aggiunto Diego TROTTA, con il coordinamento del Dirigente della Mobile Vice Questore I° Dirigente Renato CORTESE.            Si tratta del narcotrafficante marocchino BOUYAMNAIN Younes, nato a Kasba Tadla – B. Mella (Marocco), di anni 29, residente a Roghudi (RC), costituitosi presso il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Condofuri, diretto dal Vice Questore Aggiunto Pino PIZZONIA.             In sintesi, sono state, complessivamente, eseguite nr. 65 delle 73 cennate ordinanze di custodia cautelare in carcere. Per gli altri irreperibili è in corso una vasta attività di ricerca che potrebbe rivelare ulteriori sviluppi. Come si ricorderà, l’esecuzione della corposa misura custodiale (circa 1500 pagine!) a carico dei 73 rispettivi destinatari – di cui ben 20 extracomunitari di etnia nordafricana – scaturisce dall’attività d’indagine avviata dalla 6^ Sezione Narcotici della Squadra Mobile nel 2004 – con presìdi tecnologici, sofisticate intercettazioni ambientali e telefoniche, attività operative di vigilanza ed appostamento – protrattasi ed ulteriormente sviluppatasi sino al decorso 2005, con il coordinamento della Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria che, accogliendo totalmente le istanze della Polizia di Stato, aveva, a sua volta, richiesto al G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Calabria l’applicazione del provvedimento coercitivo de quo a carico di tutti i 169 (centosessantanove) indagati deferiti dalla Squadra Mobile della Questura. I reati contestati sono quelli di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, vendita, detenzione, trasporto e cessione illecita di sostanze stupefacenti del tipo COCAINA, METAMFETAMINA e CANNABIS SATIVA (HASHISH E MARIJUANA). Le investigazioni condotte dalla Polizia di Stato hanno riguardato un traffico di sostanze stupefacenti delle indicate tipologie gestito da un’associazione per delinquere – strutturata gerarchicamente e dotata di un ottimo livello di organizzazione e carattere di stabilità – articolata in alcune agguerrite ed efficienti consorterie criminali di narcotrafficanti, sovente “consorziate” tra loro, prevalentemente operanti a Reggio Calabria, con articolazioni territoriali sia nel versante jonico (comprensori della “Locride” di Melito Porto Salvo, Roghudi e Palizzi) che tirrenico (comprensori della “Piana di Gioia Tauro” di S. Eufemia d’Aspromonte, Bagnara Calabra e Sinopoli) della provincia – da qui il nome dato all’operazione antidroga de qua: “JoTi”, appunto – ed importanti ramificazioni in altre regioni d’Italia (Sicilia, Lombardia e Veneto, in particolare) ed in alcuni stati nordafricani (Marocco, Tunisia ed Algeria) da sempre crocevia del traffico internazionale di CANNABIS SATIVA nel bacino del Mediterraneo. Ciò ad ennesima dimostrazione della capillarità e della diffusione delle attività illecite poste in essere dai sodalizi criminali operanti nella provincia di Reggio Calabria nel redditizio settore del narcotraffico!Consorterie precipuamente dedite al traffico di sostanze stupefacenti e, più genericamente, volte all’effettuazione di una serie indeterminata di delitti in materia di sostanze stupefacenti, nell’ambito delle quali ognuno degli indagati ha rivelato piena consapevolezza di operare nel contesto di una organizzazione criminale e di contribuire – con le singole attività, con vicendevole integrazione – alla realizzazione del fine comune della introduzione, trasporto, detenzione e vendita di stupefacenti delle indicate tipologie nella provincia.Tali consorterie, inoltre, sono risultate anche composte da soggetti organici, ovvero contigui, a cosche mafiose operanti nella provincia di Reggio Calabria – quali quella cd. dei “FICAREDDI”, operante nel Capoluogo reggino, ed “ALVARO” operante nel “Locale” di ‘ndrangheta di Sinopoli, storicamente egemone nel redditizio settore del traffico internazionale di COCAINA – e (dato, questo, di notevole interesse investigativo) da soggetti di etnia nordafricana, ma ben integratisi nel tessuto criminale stanziale e fusosi con esso. Il BOUYAMNAIN Younes, in particolare, si è rivelato uno dei personaggi-chiave dell’intera operazione antidroga, specie per ciò che attiene il traffico internazionale e la conseguente distribuzione al dettaglio sul marcato della provincia reggina di HASHISH.Egli, difatti, apparentemente un tranquillo commerciante, anche ben conosciuto nella zona Jonica della provincia, ed in particolare a Roghudi, dove vive, ed a Melito Porto Salvo importava direttamente dal Marocco ingentissimi quantitativi di “fumo” con cui provvedeva ad alimentare le “filiere” di distribuzione in tutta la provincia. Il BOUYAMNAIN Younes ha rappresentato, infatti, il principale riferimento delle articolazioni territoriali operanti tanto a Reggio Calabria, quanto nel versante jonico (comprensori della “Locride” di Melito Porto Salvo e Palizzi) della provincia e le importanti ramificazioni in alcuni stati nordafricani (Marocco ed Algeria), da sempre crocevia del traffico internazionale di HASHISH.          Il BOUYAMNAIN Younes si è rivelato anche uno dei personaggi più suggestivi e di maggior spessore criminale dell’intera indagine. Autentico punto di riferimento per trafficanti di HASHISH italiani e nordafricani – tutti, a loro volta, compiutamente identificati ed inseriti nella stessa consorteria criminale e, quindi, coinvolti a pieno titolo per i medesimi titoli di reato i quali, acquistati dal narcotrafficante marocchino cospicui quantitativi di droga, provvedevano a distribuirla sul mercato “al dettaglio” calabrese e siciliano. Le transazioni – quest’Ufficio ne ha documentate svariate – variavano da un minimo di qualche etto a svariati chilogrammi di HASHISH ceduti, sovente in unica soluzione, alla “filiera” di distribuzione al dettaglio con un’abilità non comune. Sempre attento e vigile, l’indagato nordafricano era difficilmente monitorabile con attività di o.c.p. muovendosi con estrema disinvoltura e circospezione in una zona, il versante jonico melitese e roghudese, ove le FF.PP. sono di facile individuazione. Grazie alle investigazioni svolte a carico del narcotrafficante marocchino, i Poliziotti hanno effettuato numerosi arresti in flagranza di corrieri e spacciatori che “inondavano” la Città di HASHISH.In particolare:1.      In data 29/04/2004 scatta l’Operazione “LAMPO”. La Sezione Narcotici irrompe in un appartamento di Via Graziella di Reggio Calabria ed arresta gli indagati SLIMANI Mourad, MOUSSA Chafa, FENNANE Hassan, ERAHBI Rachid, NAFII Ahmed, NAFII Mohamed e AAKAR Rachid, per detenzione illecita di oltre 100 grammi di HASHISH. Essi gestivano lo spaccio di droga in Villa Comunale;2.      In data 06/09/2004 l’indagato AZZAZI Anouar, veniva tratto in arresto per detenzione illecita di HASHISH, abilmente occultato in un tubo del proprio bagno.

    1. In data 08/04/2005 viene nuovamente tratto in arresto l’indagato MOUSSA Chafa, già arrestato nel corso dell’Operazione “LAMPO” dell’aprile del 2004. Un anno dopo, difatti, l’8/04/2005, il narcotrafficante marocchino veniva sorpreso in possesso di un panetto di Kg. 1 di HASHISH abilmente occultato tra gli abiti. Anche il MOUSSA gestiva lo spaccio di HASHISH nelle adiacenze della Villa Comunale di Reggio Calabria.