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    Reggio Futura: “Difendere il Museo”

    Da Reggio Futura riceviamo e pubblichiamo 

    Il Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria, unico nel suo genere in tutta l’Italia, come tipologia e come opere d’arte in esso custodite, merita un’attenzione ed una salvaguardia che da qualche anno ci sembrano siano venute meno, soprattutto dagli enti preposti.

    Abbiamo letto con una certa preoccupazione le intenzioni del Ministero dei Beni Culturali, retto dall’on. Francesco Rutelli, di avviare una serie di “prestiti” dei pezzi più belli custoditi presso palazzo Piacentini, mandandoli in giro per il mondo.

    L’idea potrebbe rafforzare l’ipotesi più volte portava avanti da esponenti di primo piano della cultura artistica italiana, come Vittorio Sgarbi, e più recentemente dallo stesso scrittore e filosofo, Marcello Veneziani.

    I due personaggi, però, hanno sempre precisato il fondamentale concetto di reciprocità in queste operazioni, nel senso di uno “scambio temporaneo” alla pari, per fare ammirare anche a Reggio Calabria, opere d’arte custodite in altri musei prestigiosi.

    Abbiamo assistito spesso al girovagare del nostro “kouros”, la statua greca votiva, senza mai avere il piacere di ammirare un’altrettanta opera in città. In altre parti del mondo, spesso funziona così.

    Nel 1995, in occasione della mostra di Venezia a Palazzo Grassi, “Greci in Occidente”, dal museo di Reggio Calabria, partirono moltissimi reperti, in cambio ottenemmo a titolo definitivo la “testa di Basilea”, ritrovata nelle acque di Villa San Giovanni insieme alla cosiddetta “testa del filosofo” e poi trafugata in Svizzera. Dopo la mostra di Venezia la “testa di Basilea” fu restituita all’Italia e al museo di Reggio.

    Questi esempi possono essere indicativi di una condizione che però non abbiamo percepito nelle intenzioni del ministro, Rutelli. Abbiamo letto di “partenze” ma non di “arrivi”.

    In questa fase di rilancio culturale e del settore turistico della nostra città, non vogliamo creare nuove esasperazioni, ma invitare le associazioni, le istituzioni, i cittadini, i partiti politici, di tutti gli schieramenti, ad unirsi per creare un fronte comune affinché il nostro museo riprenda il livello di qualità che merita nel contesto mondiale della cultura archeologica.

    In questo senso occorre, al più presto, “liberare” le necessarie energie per questo museo, in maniera tale che acquisti una “voce autorevole e permanente”, non un “supplente” che pur bravo ed altamente qualificato, a distanza di molti mesi non ha ancora trovato il tempo per confrontarsi con la città, per via dei sui gravosi impegni a Pompei.

    Reggio Futura proprio la sua vocazione tesa al continuo miglioramento della città, offre questo ulteriore spunto per difendere costruttivamente i valori positivi del nostro territorio. Questa discussione, come per molte altre già affrontare nei mesi passati, avranno a breve un luogo fisico per incontrarsi, con una sede in via Miraglia, a pochi metri da piazza Italia.

     

    Avv. Aldo Porcelli

    Presidente Reggio Futura