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    Reggina 1999-2008, sabato al B’Art la presentazione di Città del Sole

    Il libro sarà presentato sabato 9 febbraio 2008 alle ore 18.00 presso il locale B’ART – Teatro Comunale “Francesco Cilea”. Saranno presenti i due autori, Giuseppe Licandro e Rino Tripodi e l’editore Franco Arcidiaco.  Inizia così la serie degli Aperitivi con l’autore, organizzati dalla Città del Sole Edizioni in collaborazione con il B’ART. All’acquisto del libro sarà offerto l’aperitivo della casa.  La Reggina compie dieci anni in Serie A. Dieci anni, come recita il titolo del libro di Giuseppe Licandro e Rino Tripodi, all’ultimo respiro. I tifosi amaranto hanno visto molte volte la propria squadra traballare davanti alle classifiche più funeste. I guai giudiziari, che hanno determinato lo scorso anno un campionato tutto in salita, sono stati vissuti come l’ennesima e immeritata frustata a una piccola squadra che ha vissuto spesso la sudditanza di un campionato asservito alle “grandi”. Eppure la piccola Reggina ce l’ha fatta. Nel 2006-2007 ha compiuto quella che è stata definita da tutti i più qualificati commentatori una storica impresa: riuscire a salvarsi, a non retrocedere in B, malgrado i 15 punti di penalizzazione (trasformati da un successivo giudizio in 11). Questo libro, Reggina 1999-2008, racconta questo lungo e appassionante cammino: con tutti i risultati, le classifiche, le formazioni, le presenze, i gol, i record, le statiche e le curiosità di un club e di una città che non si sono mai dati per vinti.«Non possiamo esserne sicuri. Può darsi che da qualche parte dell’universo sia successo – scrivono i due autori – Eppure crediamo che nessuna squadra del pianeta abbia mai vissuto dieci anni così intesi come questi ultimi della Reggina. Una serie di campionati decisi nelle giornate finali, quasi sempre in quella conclusiva, qualche volta anche dopo… agli spareggi. Mai una tranquilla posizione di metà classifica, o una promozione o una salvezza decise ampiamente o con un bel po’ di anticipo. Niente da fare: agli amaranto piace soffrire. O, forse, sono costretti a patire fino allo stremo».Una squadra che sembra proprio essere l’emblema di una città con molti problemi e criticità, per molto tempo simbolo di degrado, violenza e corruzione. L’ingresso in serie A della Reggina è coinciso con il momento della sua rinascita con quella che è stata definita la primavera di Reggio. Non scevra, anche su questo versante, di una scia di polemiche e guai. Come non ricordare il personale impegno del sindaco Falcomatà, quando prese su di sé la responsabilità di aprire le porte di uno stadio non perfettamente a norma? Come non ricordare le prime trasferte delle grandi squadre che, dopo tanto tempo, scendevano così a sud dello stivale, con i fenomeni del campionato più prestigioso al mondo sorpresi di fronte a un pubblico generoso, chiassoso, quasi sempre corretto, che metteva soggezione e incuteva rispetto, tanto che quella dello stadio è tuttora considerata da tutti una “trasferta difficile”?Sono tanti i momenti in cui la storia della Reggina si è intrecciata con quella della città. Un imprescindibile rapporto che, al di là delle alterne vicende, rappresenta comunque un esempio positivo per una comunità che sicuramente ha ancora davanti a sé tante altre sfide, ben più serie e impegnative.