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    “Why not”, Saladino ricorre in Cassazione

    "Nessun reato di corruzione, mentre sussitono violazioni di natura processuale e sostanziale". Con queste motivazioni i difensori di Antonio Saladino hanno presentato ricorso in Cassazione contro il decreto di perquisizione e il sequestro di materiale compiuto nei giorni scorsi, nell'ambito dell'inchiesta "Why not". Secondo i difensori dell'ex leader della Compagnia delle opere calabrese, non sussisterebbe il reato di corruzione elettorale, in quanto durante la campagna elettorale per le regionali del 2005, quando il reato sarebbe stato compiuto, il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, non era un pubblico ufficiale, oltre al fatto che mancherebbero elementi evidenti per dimostrare il reato. Secondo l'accusa, Saladino avrebbe versato cinquanta mila euro a Loiero per finanziare la campagna elettorale e garantirsi un sostegno in caso di vittoria. Per il legale di Saladino, l'avvocato Francesco Gambardella, sussisterebbero violazioni tali da ritenere necessario un ricorso alla Corte di Cassazione, invece del Tribunale della liberta'. Il decreto di perquisizione, con il contestuale avviso di garanzia al presidente Loiero, e' stato notificato per i reati di corruzione semplice e corruzione elettorale, mentre i carabinieri del Reparto operativo del Comando provinciale di Catanzaro hanno "visitato" le sedi calabresi della Compagnia delle opere, di obiettivo lavoro, le sedi 14 societa', le abitazioni di Loiero a Roma, Staletti' e Catanzaro, gli uffici del presidente a Reggio Calabria e Catanzaro, gli uffici e l'abitazione di Eugenio Ripepe, attuale presidente della societa' che gestisce l'aeroporto di Lamezia Terme e collaboratore di Loiero, oltre al comitato elettorale per Loiero presidente. Tra il materiale sequestrato, diversi computer, gli elenchi dei consiglieri e degli assessori regionali, alcuni telefoni cellulari, e alcuni documenti. Tutto ora e' al vaglio dei magistrati Pier Paolo Bruni, e dei pm della Procura generale Garbati e De Lorenzo, che stanno visionando il materiale sequestrato prima di sentire le persone coinvolte nell'ultima tranche del procedimento, avviato dal pm Luigi De Magistris, e poi avocato per essere affidato a un pool di magistrati. (AGI)