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    “Why not”, Presidente Sacal: “Perquisizione poco rispettosa”

    "Nella giornata odierna, nel mio
    domicilio e negli uffici in cui presto la mia attivita'
    professionale, tra i quali anche quello della presidenza Sacal,
    membri delle Forze dell'Ordine hanno effettuato una
    perquisizione che non ho timore di definire assolutamente
    "invasiva" e poco rispettosa dei miei diritti di cittadino che,
    allo stato, in merito alla vicenda, non risulta vieppiu' ne'
    indagato, ne' persona a conoscenza dei fatti, ne' a qualunque
    titolo coinvolto nell'indagine in corso". Lo afferma, in una
    nota diffusa in serata, Eugenio Ripepe, presidente della Sacal,
    la societa' di gestione dell'aeroporto di Lamezia Terme,
    destinatario di uno dei decreti di perquisizione eseguiti oggi
    nell'ambito dell'inchiesta Why Not. "Le modalita' e le
    circostanze con cui si sono svolti i fatti, rimbalzati con
    impressionante tempestivita' sui media, hanno provocato in me –
    continua – particolare indignazione, anche alla luce della mia
    irreprensibile condotta personale e professionale nell'arco di
    una vita di lavoro e di relazioni umane, sempre con pieno e
    appassionato coinvolgimento, in attivita' pubbliche e private.
    Tengo comunque a precisare (con documentazione a disposizione
    di chiunque volesse prenderne visione) che l'azione di cui sono
    stato oggetto scaturisce esclusivamente, come si legge nello
    stesso dispositivo di perquisizione, in quanto: 'ha rivestito
    il ruolo di rappresentante del Comitato per Agazio Loiero
    presidente in occasione delle elezioni regionali 2005, ed
    attualmente e' membro del Gabinetto del Presidente della
    Regione Calabria. Pertanto il Ripepe e' soggetto che in qualche
    modo potrebbe ritenere e custodire documentazione, supporti e
    strumenti informatici eo telefonici dai quali poter ricavare
    elementi di riscontro rispetto alle emergenze sopradette'. Che
    dire? Che in data odierna sono stato improvvisamente ferito
    nella mia liberta' personale e privato dei miei strumenti di
    lavoro quali i telefoni e i computer, solo perche' amico del
    Presidente Loiero? E che tutto questo risulterebbe, sempre
    dagli atti, da un'informativa dei Carabinieri del 31 gennaio
    2008? Preciso allora, – aggiunge Ripepe – che il fatto che
    fossi stato rappresentante del Comitato elettorale era di
    dominio pubblico; e che alla presidenza del Gabinetto della
    Regione Calabria non mi ha 'portato' Loiero, considerato che
    sono li' in organico sin dal lontano 1972Â… Voglio evitare
    altre considerazioni, mi si permetta pero' di dire che dopo
    oltre due anni di indagini, si arriva adesso a colpire la sfera
    delle amicizie del presidente Loiero. E io ribadisco allora con
    energia e con fierezza, di essere amico del presidente, perche'
    il nostro lungo rapporto – conclude – si e' basato sempre sulla
    reciproca correttezza, trasparenza e onesta'". (AGI)