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    “Why not”, portavoce Loiero: “manca oggetto della corruzione”

    ''Piu' che una ricerca di una prova, con questa perquisizione sembra che i magistrati vogliano, invece, trovare un reato''. E' quanto ha detto Pantaleone Sergi, portavoce del presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, il quale ha avuto modo di leggere il decreto di perquisizione e l'avviso di garanzia notificati. ''In 19 cartelle – ha aggiunto Sergi – solo due sono dedicate a giustificare le perquisizioni, ma in esse non c'e' traccia di prova alcuna. Anzi, alcune affermazioni dei magistrati risultano gia' smentite da dichiarazioni fatte da Antonio Saladino, dichiarazioni intercettate e gia' agli atti dell'inchiesta''. ''In effetti – ha proseguito Sergi – nel decreto di perquisizione non c'e' l'oggetto della corruzione, non c'e' un atto contrario ai doveri d'ufficio attribuito al presidente. E cio' e' alquanto strano. Il secondo reato, quello riguardante la corruzione elettorale, non solo e' lontano anni luce dal modo di operare di Loiero che alle elezioni regionali aveva il vento in poppa ed un consenso generale. Ma ove mai fosse stato commesso, e ripeto non e' stato commesso, sarebbe addirittura un reato prescritto dal 20 aprile 2007, come prevede l'articolo 100 della legge elettorale, cioe' a due anni esatti dall'ultimo atto delle elezioni, l'insediamento di Loiero''. L'ultima annotazione del portavoce di Loiero riguarda le perquisizioni fatte nelle abitazioni del Presidente a Roma e in Calabria. ''E' strano pensare – ha detto – che l'attivita' normativa o amministrativa, attraverso la quale il presidente avrebbe ricambiato il presunto finanziamento elettorale, avvenga a casa del Presidente stesso''. (ANSA).