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    “Why not”, Loiero: “Ne uscirò pulito”

    ''Sono curioso di capire come sono state articolate le accuse nei miei confronti e mi secca molto il fatto di trovarmi, in prima pagina, in un contesto di illegalità. Ci sono cose dette sul mio conto sideralmente distanti dal mio operare''. Cosi' il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, dice all'ANSA, il giorno dopo la raffica di perquisizioni e il suo coinvolgimento nell' inchiesta 'Why Not?'. ''Non sono abituato ad attaccare i pm. Non l'ho fatto – dice – con De Magistris che nei miei riguardi non è stato tenero dopo avermi garantito che in quindici giorni avrebbe chiuso un'inchiesta contro di me e invece l'ha tenuta in piedi per più di un anno, e tenterò di mantenere i nervi saldi anche in questa occasione. Ma è duro, non è per niente facile, anche perchè le perquisizioni sono state invasive, per nulla mirate, neppure si trattasse di un bieco e riconosciuto criminale. E' un trattamento che ritenevo di non meritare''. ''Spero – aggiunge – che tutto finisca presto, che quest' inchiesta non venga ancora dilatata nel tempo. Ne uscirò pulito, non ho dubbi. Vedranno gli avvocati quali strumenti giudiziari mettere subito in campo per dimostrare che si tratta di accuse infondate''. Una delle cose curiose, per Loiero, è quella di vedersi accusato di corruzione elettorale. ''E' curiosa – ha spiegato – perchè ho avuto sempre un comportamento lineare e trasparente. Per affrontare le spese dell'ultima campagna elettorale, insieme agli amici Piero Amato, Gaetano Bruni, Beniamino Donnici, Pietro Fuda e Mario Pirillo, sono stato costretto a chiedere un prestito a una banca, il cui ammontare, gravati dagli interessi, alla fine di settembre 2007 era di 138 mila euro e oggi sarà lievitato a oltre 150 mila. La Banca è la Carime di Catanzaro, il conto è il n. 10363' (ANSA)