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    “Chiama Reggio”, le critiche di Viola

    Dal consigliere circoscrizionale Stefano Viola riceviamo e pubblichiamo 

    Siamo alle solite!!!

    Dopo avere appreso del servizio Chiama Reggio 09656666 che l’amministrazione comunale fornisce ai “cittadini del mondo” ( attesa la variegata utenza), mi sono, come da costume, documentato sull’utilità che lo stesso effettivamente offre.

    A parte il costo, comunque esoso circa 2 milioni di euro, ho scoperto mio malgrado che anche nella qualità il suddetto servizio presenta lacune di non poco conto.

    Infatti, fermo restando la disconoscenza dei metodi di reclutamento degli operatori, spero trasparenti e legittimi, mi sono accorto, dopo vari tentativi personali effettuati,  che molti di loro( spero non tutti!!!), non conoscono le lingue straniere, se non in maniera sommaria ed elementare.

    Atteso che il servizio, oltre a fungere da duplicatore di altre utenze telefoniche utili  a fornire  informazioni circa i pagamenti dei tributi piuttosto che la viabilità ed il meteo, si pone come obiettivo principale il raggiungimento di un efficiente comunicazione sul versante turistico-culturale, nella maniera più europea possibile.

     Il turista, che in città intende trascorrere le proprie vacanze o i soli weekend a disposizione, sarà messo nelle condizioni di non brancolare più nel buio, ma digitando il numero magico, troverà tutte le notizie utili a sfamare la sua fame di conoscenza e curiosità, purchè, e qui ci casca l’asino,conosca  bene , oltre il suo idioma ,anche il nostro.

    Infatti, come accennavo in precedenza, fingendomi al mattino  inglese ed al pomeriggio spagnolo, ho composto il numero prescritto nelle tante locandine sparse  in città chiedendo alcune informazioni utili su eventi e monumenti cittadini, da assistere e visitare.

    Sperando nell’esito di una normale, quanto dovuta conversazione, in inglese al mattino ed in spagnolo al pomeriggio, ho dovuto constatare mio malgrado che l’operatore maschio prima e femmina successivamente, mi hanno messo in attesa non per intralci alla linea telefonica, ma per ovvi motivi.

    Non conoscevano ne la lingua inglese ne la lingua  spagnola.

    Mi si chiederà come fai a crederlo?

    Non solo non  mi hanno fornito informazioni, ma dopo il tempo dell’attesa, hanno  riattaccato la cornetta.

    Com’è possibile tutto questo? Può una “città turistica” presumere, in chiave “talebana”, che l’ospite per soggiornare piacevolmente ed agiatamente debba essere poliglotta?

    E’ possibile che in città, ed in tempi moderni come i nostri, si debba ancora assistere a queste vegogne?

    Ed ancora, come si può mettere alla berlina in maniera cosi superficiale ed irresponsabile, sessanta(60) nostri concittadini ?

    In conclusione mi sia consentita una riflessione.

    Al di là del costo del servizio, del quale molti cittadini sono già resi edotti, la politica non perde occasione di mostrare la più spregiudicata e volgare metodologia applicativa sul versante delle politiche occupazionali, strutturando quotidianamente il ragionamento che non è importante lavorare bene ma è importante che si lavori.

    Caso vigili, docet.

     

    Reggio Calabria 27 Febbraio 2008                                                    Stefano Viola

                                                                                                            Consigliere circ.le 

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