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    PSC: alla Mediterranea esperti a confronto

    giovanniniProposte e idee a confronto nella giornata di studi dedicata dalla Facoltà di Architettura della Mediterranea al Piano Strutturale Comunale, nell’ambito dell’attuazione della Legge Urbanistica Calabrese. Reggio ormai, stretta e costretta a convivere con una realtà ben diversa da quella di quasi mezzo secolo fa, lo attende da tempo. E a dire il vero con le recenti modifiche in ambito regionale e l’approvazione da parte della Giunta comunale qualche mese addietro delle sue prime linee guida, sembra che qualcosa si stia muovendo. La questione resta la direzione da prendere. Quali gli accorgimenti necessari, quali le vere esigenze del futuro, soprattutto non in termini di quotidiano odierno ma di futuro della città. Di sua crescita ed espansione. Obiettivo quindi dell’appuntamento tra addetti ai lavori e non


    , organizzato dal Dipartimento di Scienze Ambientali e Territoriali, è stato quello di riuscire ad orientare il dibattito tecnico-disciplinare in materia di governo del territorio sulle problematiche della formazione, attuazione e gestione del Piano, prendendo spunto proprio dalle questioni venute fuori con l’attuazione della legge urbanistica regionale. L’Università reggina, in questo contesto, ribadisce il suo ruolo di possibile bagaglio per le amministrazioni, di dati e conoscenze. “Basti penare, dice il numero uno della Mediterranea, Massimo Giovannini, a tutte le tesi, i lavori, i progetti, realizzati dagli studenti in questi anni proprio sul territorio comunale e della provincia reggina. Un bagaglio di conoscenze in termini di problematiche e possibili soluzioni unico nel suo genere”. Ma, spiega il Rettore, “manca ancora un rapporto vero tra le amministrazioni. Il mondo della cultura, e le amministrazioni locali”. Serve, dice, un nuovo modo di pensare per realizzare un auspicabile quanto definitivo, ponte di collegamento per affrontare le questioni e poter così offrire risposte concrete alla città. A conti fatti, se forte è dopo quasi 40 anni, dicevamo, l’esigenza di un piano strutturale comunale per Reggio, spiega l’assessore comunale Porcino, ed è vero che ci sono le condizioni perché si possano fare tutti i passaggi necessari alla sua realizzazione, i tempi sono comunque ancora lunghi. Almeno 3 anni, perché possa trovare nero su bianco forma e contenuti certi. Ma questo non vuole dire che già da adesso non siano chiari a tutti, aggiunge Porcino, quelli che vengono considerati punti forza del nuovo PSC reggino. “Vogliamo tutti una città che sia più vivibile, con maggiori spazi per i cittadini. Aree verdi. Una città sociale che abbia però spazi ludici allo stesso tempo”. Finora, spiega il rappresentante di Palazzo San Giorgio, “abbiamo ascoltato un centinaio tra associazioni, enti, realtà di vario tipo che hanno portato con le loro idee, le loro esigenze, alla deliberazione qualche tempo addietro, da parte della Giunta, di quelle che sono le prime linee guida”. Adesso la palla, diciamo così, passa al Consiglio per la seconda fase. Intanto dalla Regione, non nasconde la sua soddisfazione per quanto fatto finora, l’Assessore all’Urbanistica e al Governo del Territorio, Michelangelo Tripodi che parla di quella calabrese come di “una legge avanzata”, all’avanguardia nel suo settore. Tanto, spiega, è cambiato da quella prima approvazione nel 2002. La Regione Calabria, è intervenuta per ben due volte su quella Legge, una prima nel 2006 e una seconda a fine dello scorso anno, apportando modifiche importanti. E tra le novità assolute in materia a livello nazionale, come le definisce lo stesso Tripodi, , c’è proprio l’aver introdotto i Piani Strutturali Associati che raccolgono attorno a sé più comuni insieme di una stessa area. “Uno strumento che ha consentito di sedere allo stesso tavolo, ben 41 associazioni al cui interno ruotano 153 comuni”: L’associazionismo, attraverso il suo vivere quotidiano del territorio in cui opera dunque, quale elemento di innovazione assoluta. Una scelta fortemente voluta e scelta come vincente che ha visto anche l’erogazione di contributi effettivi  da parte della Regione, per mettere le associazioni coinvolte nelle condizioni di poter elaborare le prime risposte in termini di governo del territorio. Perché l’urbanistica, conclude Tripodi è non solo elemento indispensabile ma quasi di traino per poter pensare futuri processi di sviluppo in Calabria. Da qui la duplice accezione di Piano Strutturale Comunale, in senso classico di pianificazione del Territorio ma anche e soprattutto di pianificazione Economica.