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    Prigionieri di una strada – S. Venere tra vecchi e nuovi tornanti.

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    Tante, troppe volte, una strada fissa il confine tra lo sviluppo e la morte, tra un passato da gettarsi alle spalle ed un futuro che non arriva. Non arriva perchè, semplicemente, manca una strada.

    Cominciamo oggi un imbarazzante tour a caccia di quei diritti negati da una banale via d'accesso 

    Santa Venere batte cassa e alla fine la spunta. Almeno a metà. Dopo

    tante proteste i cittadini vedranno finalmente realizzato il secondo tratto della strada Trunca-S.Venere. La consegna dei lavori nel giorno di San Valentino fa auspicare ai più superstiziosi anche un ritorno di fiamma con i rappresentanti delle amministrazioni locali, accusati fino a quel momento di essere sordi alle necessità della periferia alta della città. 450 i giorni necessari al completamento dell’opera. 1400, i metri di lunghezza della strada con un divario che va dalla parte alta a quota 629 m ai 739 del tratto finale. Per farlo sarà necessario realizzare sei tornanti con tanto di muri di sostegno “in conglomerato cementizio, lo smaltimento delle acque meteoriche attraverso varie cunette e la regimentazione delle stesse, per scongiurare il pericolo di formazione sull’arteria, di veli che potrebbero dar vita al fenomeno dell’ acqua – planing”. Previste sempre nel progetto – come da manuale – anche le barriere di sicurezza.
    Già, quel famigerato guard-rail per intenderci, che dall’altro lato della collina di Santa Venere, vedi salendo da Aretina, fa tremare gli autisti di passaggio e chi col pulmino la deve fare ogni giorno. Almeno quattro gli incidenti gravi registrati negli ultimi anni dagli annali dei residenti. Una strada di indubbio fascino panoramico ma che a percorrerla con i suoi tornanti al limite, fa venire i brividi alla schiena, spiegano quelli dell’altro lato della collina. Di notte diventa una sorta di roulette russa con quella sua illuminazione, praticamente zero. Periferia cittadina sì è vero, ma quella resta comunque al momento ancora strada prettamente di montagna o quasi. Da tempo i residenti ne chiedono l’allargamento in alcuni tratti. A questo si aggiunge la necessità del rifacimento in alcuni punti del manto stradale e l’assenza in altri di sistemi di sicurezza stradale soprattutto nelle curve spesso a strapiombo sulla valle. Ad onor del vero è stato lo stesso sindaco Scopelliti la scorsa settimana a intervenire sulla vicenda evidenziando come se il nuovo tratto appaltato sia un’opera fondamentale che si inserisce in quel progetto di avvicinamento della periferia e che quindi “consentirà di far uscire definitivamente dall’isolamento questa parte di territorio”, allo stesso tempo “con le somme risparmiate” si andrà a realizzare anche la S.Venere-Puzzi. Per qualcuno il segno che insomma “qualcosa si sta muovendo”. E, parola di Sindaco: “abbiamo già completato la progettazione esecutiva e speriamo di consegnare i lavori prima della stagione estiva”. Tocca avere ancora un po’ di pazienza e intanto incrociare le dita, che non fa mai male.

    Gianluca Del Gaiso

    1 – continua