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    Prigionieri di una strada – l’inferno di Gallico

    gallicociccio

    di Francesco Pizzimenti 

    Il nostro tour fa tappa ancora una volta nella periferia nord della città. Sì, ancora una volta a Gallico. Sotto la lente di ingrandimento, di questo spazio appositamente dedicato da Strill.it, una strada dalla “doppia anima”, come l’ha già definita qualcuno. E sono davvero tante le segnalazioni al riguardo

    pervenuteci dai cittadini della zona. Stiamo parlando del tratto stradale di via Argine destro che fiancheggia il torrente Gallico. A molti, anche non del luogo, sarà già venuto in mente. Già, è proprio lui lo stradone in questione. Alzi la mano, chi non è mai stato al mercato rionale del quartiere reggino, che, ogni venerdì si anima, puntuale con i suoi profumi e colori. Perfetta, ordinata, pulita! Diranno i più. Giusto, ma unendoci all’altro lato del coro cittadino, aggiungiamo: “Si,  solo a metà però, giusto la parte in cui c’è da ospitare il mercato.” I lavori di completamento, hanno infatti avuto una gestazione lenta, durata diversi anni. E il risultato è sotto gli occhi di tutti. Una lunga lingua d’asfalto completa solo nel suo primo tratto. Illuminazione, manto stradale perfetto con annesse strisce  di divisione delle corsie  che,  quasi dispiace passarci su con la macchina tanto sono immacolate. Ma come in ogni favola, parafrasando il romanzo di Mark Twain ci verrebbe da dire il “Principe ed il povero”. La seconda parte della strada è semplicemente la versione “sfigata” della prima, alle prese con un stato di totale abbandono. Manto stradale disconnesso e strada usata spesso e volentieri come discarica. Certo, bisogna dire che la situazione è migliorata nel corso del tempo, tuttavia le perplessità rimangono, considerata anche l’utilità che il tratto stradale possiede nel collegare, la parte bassa marittima con quella superiore. Non certo un fatto da poco se si considera poi che permetterebbe di bypassare anche quell’imbuto da quotidiano traffico cittadino, che, ogni giorno nelle ore di punta si sviluppa sulla nazionale.

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    Francesco Pizzimenti