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    Presentato libro di Gabriella Curti

    Il rito della purificazione del corpo come rituale per la salvezza dell’anima e lo spazio dell’Hammam come luogo dai molteplici significati, anche misteriosi e inafferabili.

    Da questo presupposto parte il libro di Gabriella Curti, “Spazi di purificazione nei riti islamici – Hammam e kaplika nelle città del Mediterraneo. Immagini, disegni, modelli”. Il volume, introdotto dal direttore della biblioteca universitaria Claudio Roseti, è stato presentato questo pomeriggio presso la biblioteca della Facoltà di Architettura dell’Uuniversità Mediterranea di Reggio Calabria. «L’argomento è parecchio ostico. – ha spiegato la Fatta – L’argomento va analizzato dal punto di vista culturale e non della fede».

    All’incontro ha partecipato anche il rettore della Mediterranea, Massimo Giovannini, che ha sottolineato l’importanza di questi spazi come affermazione dell’identità della cultura islamica. Ha preso spunto da rappresentazioni cinematografiche per rendere visibile l’immagine di uno spazio intimo e segreto il direttore artistico del Laboratorio teatrale universitario, Renato Nicolini.

    Si è soffermata, invece, sull’importanza della ricerca e della sua necessaria divulgazione, il direttore del dipartimento di Architettura e analisi della città Mediterranea, Concetta Fallanca.

    La relazione conclusiva, tenuta dall’autrice, ha affrontato i contenuti tematici del volume e la sua articolazione sistematica. «Tra i fondamenti del culto islamico – ha raccontato Gabriella Curti – c’è l’utilizzo dell’acqua come mezzo di purificazione. Per i musulmani l’Hammam è il luogo in cui gli uomini si concentrano maggiormente sul proprio corpo. Alle donne per la prima ed unica volta, non viene chiesto di mettersi al servizio degli altri».

    L’iniziativa riapre la serie degli “Incontri in Biblioteca”, che proseguiranno fino al prossimo mese di giugno.

    Natia Malaspina