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    Periugia, Grasso: “Siamo di fronte a colonizzazione criminale”

    “È un’operazione con parecchi risvolti investigativi. Ci troviamo di fronte ad un tentativo di colonizzazione criminale in una regione come l’Umbria dove si nota un’infiltrazione nell’economia locale sia di elementi della criminalità campana che di quella calabrese”. Così in un’intervista al Giornale Radio di Gr Parlamento, il Procuratore Nazionale Antimafia, Piero Grasso. “Ci sono tutti gli ingredienti – aggiunge Grasso – per far venir fuori uno spaccato del sistema mafioso che cerca di fare soldi e di spacciare stupefacenti in una zona tutto sommato vergine per poi investire i capitali in infrastrutture, acquisizioni di centrali idroelettriche in Calabria che rappresenta l’investimento del futuro o nello sfruttamento della Costa dei Gelsomini, sempre in Calabria, con la previsione di costruire un villaggio turistico o un centro commerciale. Il tutto corredato – prosegue il Procuratore Nazionale – da appalti, subappalti, guardianie. Tutto garantito dall’accordo tra le cosche della n’drangheta da una parte e dagli amministratori locali dall’altra che garantivano i finanziamenti ai progetti”.Piero Grasso, poi, evidenzia l’interesse sempre maggiore della n’drangheta agli appalti pubblici. “Le famiglie mafiose – sottolinea – per poter entrare nel sistema degli appalti pubblici utilizzano tecnici comunali compiacenti e politici locali. Lo scopo è quello di conoscere ed avere approvati i progetti di finanziamento. In sostanza, la riflessione è che non si può entrare nella imprenditoria criminale senza l’appoggio di questi altri contesti. E in Calabria – specifica Grasso – questo sistema è particolarmente pregnante”. Grasso, infine, parla dell’operazione Naos come di un esempio di cosa alla lotta alla criminalità organizzata significa. “Per debellare la n’drangheta occorre la collaborazione di tutti. Questa operazione è emblematica perché è stata possibile grazie all’unione di più sinergie. Un plauso, quindi, alla dottoressa Duchini della DDA di Perugia, ai Carabinieri del Ros ed alla DDA di Reggio Calabria”.