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    Pdci sollecita “Piano sociale regionale”

    Dal Pdci Calabria riceviamo e pubblichiamo

    Molti mesi, troppi, sono passati dalla presentazione del Piano Sociale al centro Agroalimentare di Lamezia Terme, troppi mesi che hanno visto il popolo del Terzo Settore e il mondo degli esclusi della nostra regione attendere invano. Prima una crisi ai limiti del comprensibile, poi le dimissioni dell'Assessore alle Politiche Sociali ora le deleghe “in comproprietà” fra Presidente e Vicepresidente della Giunta. Per noi Comunisti Italiani è arrivato il momento di mettere fine all'odissea del Piano Sociale Regionale, dare una accelerata decisiva alle audizioni delle Commissioni Consiliari, finalmente messe in condizioni di lavorare e arrivare ad una sua approvazione la più celere possibile. Certo qualche miglioramento sarebbe ancora possibile, l'integrazione con il Piano Sanitario Regionale per esempio, ma il testo che ha raccolto la maggioranza dei consensi nell' Assemblea di Lamezia Terme, da già sufficienti indicazioni per una inversione di tendenza culturale e organizzativa al sistema delle politiche e dei servizi sociali calabrese. Uno fra tutti: la sostituzione delle prestazioni economiche con l'erogazione dei servizi.
    Questo sarebbe un primo passo per arrivare ad un uso completo ed efficace delle risorse che altrimenti rischiano di essere sempre insufficienti. Si darebbe avvio alla fase di ideazione e costruzione dei Piani di Zona, strumenti per una effettiva partecipazione delle comunità territoriali al governo delle politiche sociali.
    Si tratta, nel concreto, di cominciare a dare risposte alla domanda posta da uno dei relatori ad un recente convegno di presentazione di una ricerca sulle povertà, condotta da Caritas italiana e Fondazione Zancan: come mai i politici e la Chiesa non pongono l'accento sui problemi della povertà? Le ipotesi di risposta affidate alla riflessione dei numerosi presenti furono quattro: esiste un problema di redistribuzione di risorse che non si vuole affrontare, si è accettata l'idea che le regole intrinseche del mercato potessero rispondere a questo problema, si è pensato che la solidarietà spontanea potesse bastare per affrontarlo, si è caduti nell'errore di considerare la povertà un dato ineliminabile del sistema economico, una sorta di tributo, i poveri appunto.
    Come comunisti Italiani non solo condividiamo queste riflessioni ma affermiamo che altro non siano che un modo per esplicitare i principi contenuti nell'articolo 3 comma 2 della Costituzione Italiana di cui ricorre il 60° anniversario. “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
    E' per questo che chiediamo all’Assessore Mario Maiolo, titolare delle deleghe alle Politiche Sociali, di compiere uno sforzo ulteriore, di richiamare al senso di responsabilità comune e dare alla Calabria, finalmente, il Piano Sociale Regionale. Un punto di arrivo di un percorso lungo e travagliato, un punto di partenza per cominciare a dare altri sensi e significati alla domanda di diritti che si leva dalla gran parte dei calabresi.

    Pasquale Neri
    Resp. Regionale Politiche Sociali
    PdCI Calabria