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    Omicidio Molè, il pensiero di Demetrio Costantino (CIDS)

    Da Demetrio Costantino, presidente del Cids, riceviamo e pubblichiamo:

    Il feroce agguato mortale ai danni di Rocco Molé , noto  personaggio di spicco di una delle più potenti cosche ‘ndranghetiste della Piana di Gioia  Tauro , ripropone con forza il problema fondamentale dell’impegno dello Stato per  garantire  sicurezza  e convivenza civile in questo difficile territorio.

    Non c’è dubbio che , anche  con questo omicidio eccellente,  il rischio grande  che si inneschi  una spirale di violenza –  coinvolgendo  non solo  le cosche e   loro esponenti , sia se si tratti  di un regolamento di conti all’interno della consorteria Piromalli-Molé, sia per un contrasto con altre cosche   ma  le cui conseguenze estremamente negative si riverserebbero drammaticamente   sull’intera collettività – è certamente reale .

    Non più di una settimana addietro  , il Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria, dottor Giovanni Marletta, intervenendo nella cerimonia di inaugurazione del nuovo anno giudiziario nel distretto della Corte d’Appello, evidenziava come il territorio della Piana di Gioia Tauro rappresenti  “ il cuore “ di centinaia di cosche operanti nella Provincia di Reggio Calabria

    Ed infatti, in questa parte della Provincia,  dove è ubicato il Porto di Gioia Tauro  – il V° Porto del Mediterraneo per l’entità,  flusso, importanza di traffici commerciali  – si svolgono e si mescolano  i grandi  traffici illeciti, dalla  droga al  traffico d’armi , dal riciclaggio alla ricettazione di merci  contraffatte, dalle   pesanti estorsioni nei cantieri alle varie attività delittuose

    Questo è purtroppo il drammatico contesto e l’allarmante situazione in cui operano le temibili  organizzazioni criminali della Piana  – con legami operativi in altri territori della Calabria e di altre Regioni, e non solo – e che  esercitano il controllo violento  del territorio,  inquinano con le attività illecite l’economia, si infiltrano nelle istituzioni dove, spesso, espressioni conniventi  della Pubblica Amministrazione, coprano prepotenze e malaffare.

    Finora è mancata  – nonostante l’impegno ammirevoli dei vari corpi di polizia e della Magistratura –  una seria e forte azione di contrasto complessiva  da parte dello Stato.

    Non bastano le convenzioni  sulla “ Calabria- Sicura” , non bastano solo protocolli e singoli accordi.

    C’è una situazione estremamente allarmante , particolarmente in Provincia di Reggio e anche l’uccisione sotto casa del dirigente assicurativo Giovanni Filianoti, lo dimostra eloquentemente .

    Occorrono scelte, indirizzi incisivi  ,un’azione continua ,  mezzi e risorse adeguate per poter  sconfiggere  questo fenomeno  malavitoso , ostacolo ad ogni possibilità di sviluppo  e riportare ordine e serenità in questo difficile territorio.

    La Calabria,  l’intero Paese  non possono  e non debbono apparire –  si pensi alla strage di Duisburg – nel modo peggiore possibile.

    Non occorre continuare con parole di circostanza

    E’ da otto mesi – ad esempio – che si annuncia la relazione   sulla ndrangheta  della Commissione Parlamentare Antimafia , con le relative proposte,  senza però che essa veda la luce ed intanto il Capo della Procura Nazionale Antimafia Piero Grasso, nella sua relazione ,scrive, tra l’altro , che  le indagini sull’attentato all’On. Zavattieri  “ sono a un punto morto “ e  che sull’omicidio Fortugno “ sarà molto difficile  individuare i mandanti occulti”.

     

    Ma si può continuare così quasi arrendendosi alla sfida criminale che con propri Tribunali emette sentenze di morte ?  Occorre agire affinché vi siano rigorose  leggi antimafia , mezzi e uomini per le forze di polizia e  per Amministrare la Giustizia  , svolgere investigazioni approfondite  per individuare i colpevoli  ( lo scorso anno nella Procura della Repubblica di Palmi è mancato “ per vari giustificati motivi “ l’apporto lavorativo di 4 sostituti sull’organico di 10 )  Si badi 4 su 10.

    Ma,  soprattutto, occorre una forte volontà politica per spezzare i legami esistenti tra  parte della politica, dell’imprenditoria ,delle professioni e la  potente  criminalità.

    Il nostro auspicio ,  è che con la formazione del nuovo Governo , sia  se  riesca  il tentativo del Presidente Marini , sia se si vada,  come è prevedibile,  a nuove elezioni, il  Governo nazionale  rivolga grande attenzione  a questa provincia e a questa Regione per liberarsi dal triste primato raggiunto per la  più alta densità mafiosa  del Paese e che ci sia  un Ministro dell’Interno che in 19 mesi a capo del Ministero trovi il tempo di una presenza in una Regione con 2 milioni di abitanti che vive il dramma  per la presenza aggressiva e pericolosa  della criminalità organizzata e comune.

    Perciò fare presto, agire con tempestività e con determinazione.

     

    Demetrio Costantino Presidente del CIDS ( Comitato Interprovinciale per il diritto alla sicurezza).