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    Nicolò (An): “Il sistema politico va preso a calci”

    Dal capogruppo di AN al Comune di Reggio Calabria, Antonino Nicolò, riceviamo e pubblichiamo 

     

    Roba da matti. Questa mia espressione non vuole essere, certamente, riferita al protagonista (che certamente vive un disagio psichico)del sequestro dei bambini in un asilo della nostra città.Cose che sembravano a noi lontani e che non avremmo mai pensato di vivere in diretta. Stessa  immagine che i media ci propinano (incautamente) delle scuole americane dove i sequestri, ed il tiro a bersaglio sono una regola.Segno questo che la civilizzazione non và di pari passo con la civiltà, e che (stiamo attenti!) i tempi peggiorano anche dalle nostre parti.Roba da matti è quello che mi viene da esclamare pensando alla nostra società che va sempre più a rotoli. Una “società poltiglia” come è stato definito il contesto in cui viviamo.E la cosa più triste (a parte la scarsa o quasi nulla partecipazione al miglioramento da parte nostra) è che non si riesce ad intravedere il rimedio per invertire la rotta.E’ triste ed angosciante sapere che dei piccoli hanno corso un serio pericolo e che hanno vissuto un’esperienza che sicuramente li segnerà per il futuro.Altrettanto triste è la motivazione (pur nella confusione mentale) del gesto da parte del giovane protagonista.Una frase (tra le tante dette dal giovane, in maniera sconnessa) mi ha scosso al punto di averla costantemente presente nella mia mente: rivoglio la mia dignità !Chi gliela sottratta ? Chi ha commesso questo “orrendo crimine”? Meditiamo su questo.Questa richiesta di restituzione della dignità mescolata ad altre, rischia di passare inosservata e che ( a mio avviso ), sa di una “folle- terribile- lucidità” da parte del giovane.Un giovane considerato, da chi lo conosce, persona tranquilla ed incapace di fare del maleEd è su questa accorata richiesta che io vorrei porre la vostra attenzione.Cosa ci può essere di più grave che nel sentire la mancanza del proprio valore morale, la considerazione di sé, delle proprie capacità e della propria identità? Nulla, credo.Un uomo senza identità è quanto di più terrificante possa esserci.Senza approfondimenti psicologici, possiamo senz’altro dire che la sensazione di privazione della identità porta a non avere la percezione del sé, a considerarsi “un fantasma” ,uno “zombie”, “uno straniero”, una “nullità” su questa terra.Non voglio fare un’analisi sociologica (peraltro non ne sarei capace) ma esprimervi il mio disagio e la mia impotenza di fronte a tutto ciò.Disagio nel sentirmi non estraneo di fronte alla sofferenza (sia dei genitori di quei piccoli che del protagonista) e al malessere che attanaglia molti dei nostri ragazzi.Esibire le immagini (come è stato fatto dai media, locali ma anche nazionali) è un fatto grave, a mio giudizio, in quanto può generare “fenomeni di emulazione”; cosi come è altrettanto grave non fermarsi a riflettere sull’accaduto e cercare una soluzione.La responsabilità di quello che è accaduto va  “equamente distribuita”, e nessuno (e sottolineo nessuno) deve sentirsi esente da colpe.Sarebbe troppo facile liquidare il tutto con una condanna (se volete anche giusta!) per sentirci a posto con la nostra coscienza. Troppo comodo!La responsabilità politica (e dunque mi riferisco alla categoria alla quale appartengo) è quella di essersi dimenticati qual è il nobile scopo della politica stessa!I fatti dimostrano, quotidianamente, che i politici a tutto sono interessati tranne che al bene del cittadino e della società in cui operano.I partiti “imbarcano”  venditori di pentole, mantengono “fior di delinquenti” e ci propinano “codici etici” e lezioni di moralità commiste a “salmoni da buon samaritani”.La cronaca “smentisce spudoratamente” gli stessi ed offre un’immagine desolante e sconfortante della politica. Il sistema politico non va riformato, va preso a calci.