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    ‘Ndrangheta, il pm Spagnuolo: “Emergenza democratica in Calabria”

    E' emergenza democratica in Calabria". Lo ha detto il procuratore aggiunto della Direzione Distrttuale antimafia di Catanzaro, Mario Spagnuolo, nel corso dell'audizione davanti alla Commissione parlamentare antimafia che in mattinata, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulla 'ndrangheta e sulle sue ramificazioni internazionali, ha ascoltato anche il Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Salvatore Murone". "Stiamo attraversando – ha detto Spagnuolo – una emergenza che attiene alla tenuta del sistema democratico in alcune zone delle nostra povera Calabria". Spagnuolo ha definito la 'ndrangheta una realtà "in cambiamento": sta passando – ha spiegato il pm della Dda di Catanzaro – da una realtà 'orizzontale' radicata nel territorio con il controllo militare delle 'ndrine a un modello diverso 'di tipo verticistico'. Da risultanze investigative, anche recenti, viene fuori un'immagine della 'ndrangheta sempre più vicina a quella di un 'trust criminale' in grado di fare accordi finalizzati alla realizzazione degli 'affari' criminali, in Italia e all'estero, e con una proiezione sempre più indirizzata fuori dai confini calabresi. Spagnuolo ha fatto l'esempio dell'Emilia Romagna, dove la 'ndragnheta gestisce "in modo monopolistico' il mercato delle costruzioni o come la realizzazione di 500 appartamenti in una grande città del nord. Anche il rapporto tra mafia e politica, ha aggiunto Spagnuolo, sta cambiando: si assiste sempre più a fenomeni di penetrazione mafiosa dal 'basso' a partire da infiltrazioni nella vita dei piccoli comuni. La Dda di Catanzaro, ha tenuto a sottolineare Spagnuolo, nonostante le carenze di organico ha ottenuto risultati importanti negli ultimi quattro anni, sia con le sentenze contro i clan che con l'aumento dei collaboratori e dei testimoni di giustizia. (Apcom)