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    Minniti a Reggio per ringraziare l’Arma

    minniticarabinieri“Voglio ringraziare l’Arma dei Carabinieri, a tutti i suoi livelli, per avermi dato questa opportunità di ringraziare – se mi è consentito – a nome del nostro paese, questi ragazzi per lo straordinario lavoro che stanno facendo”. A dirlo è il vice ministro agli Interni, Marco Minniti, in visita ufficiale questa mattina alla sede del Comando provinciale dei carabinieri di Reggio Calabria. Con lui (nella foto di Franco Cufari) , il Prefetto Antonio Musolino,

     il comandante dei Ros, il Gen. Ganzer, il Gen. Di C.A. Giuseppe Barraco, il comandante Provinciale Alestra. “Un boss in carcere minnticarabinieribisè un po’ di libertà in più per questa terra di Calabria”, sottolinea Minniti che poi si sofferma a lungo sulla figura di Pasquale Condello. “Due decenni di latitanza la dicono lunga sul calibro della sua persona”. E poi quelle foto segnaletiche. Un uomo completamente diverso da quello di venti anni prima. Cambiato nei suoi aspetti somatici, ma non nel suo ruolo di capo indiscusso. La conferma, proprio quel suo essere latitante “entro la cinta urbana della città”. Quasi a voler rimarcare che era comunque sempre rimasto in sella nella gestione degli affari. Tutti elementi che portano anche a capire la difficoltà della cattura, l’impegno e gli sforzi profusi nelle indagini. “La fatica fatta per assicurarlo alla giustizia”. E poi ancora il parallelismo con l’altro boss storico di Cosa Nostra, Bernanrdo Provenzano. Minniti concorda con chi vorrebbe una similitudine tra i due nonostante le differenze proprie delle due strutture criminali. Ma conferisce a Condello un tono anche superiore, “quasi da Riina”, per il suo essere comunque sempre al comando della struttura ‘ndranghetista in maniera concreta, attiva. Una cattura cha ha anche la valenza di un segnale importante per la società. “Un’azione che si inserisce in quel processo di libertà per la Calabria”. Un risultato quello dei giorni scorsi che si inserisce, continua il vice ministro, in un contesto che ha visto risultati importanti nella lotta alla criminalità organizzata, dalla Campania passando per la Sicilia, fino alla Calabria. Ai militari del Reparto Cacciatori, dello stesso comando provinciale, dei Ros, l’augurio personale di Minniti perché “si continui nella strada intrapresa, senza mai abbassare la guardia”. Ma anche e soprattutto “un in bocca al lupo” tutto privato, “familiare” per la vita dei ragazzi fino all’altro ieri impegnati nella cattura del boss e ora davanti a lui schierati, in questo momento di ringraziamento ufficiale da parte dello Stato. 

    Gianluca Del Gaiso

    Foto di Franco Cufari