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    Melito: se l’ospedale diventa trincea

    sanita“Il presidio di Melito lotta con un struttura, quella in cui vive ogni giorno le sue emergenze, vecchia di cento anni. Cioè da quando è stato costruito”. Ma "lo sforzo profuso quotidianamente dal suo staff a tutti i livelli, anche contro queste ataviche carenze strutturali, ne esalta solamente le sue professionalità”. Parola di neo Direttore Amministrativo del “Tiberio Evoli”, Domenico Minicucci. “E nessuno si dimentichi mai, aggiunge Minicucci, che quello di Melito è, e resta, un


    ospedale fondamentale per il suo territorio, servendo un bacino che va dalla Jonica all’Aspromonte”. Che qualcuno, chiosa il neo direttore, “provi a risolvere una emergenza pensando di percorrere tutta la SS 106 da qui fino a Reggio con tutti i problemi di viabilità che ci sono”. Forse “così si capirà l’importanza di questo presidio”. Il “Tiberio Evoli” questa mattina quando riceve la stampa che insegue la notizia del suo sequestro da parte dei carabinieri del NAS sembra tutto fuorché in un giorno particolare. I medici sono in camice, nei corridoi è il solito via vai, il Pronto Soccorso è lì. Già, tra i reparti sotto accusa: assieme a quello di dialisi c’è pure lui. Tutti “carenti dal punto di vista igienico e strutturale” secondo l’accusa che ha fatto scattare il provvedimento di questa mattina. Trenta i giorni di tempo a disposizione per risolvere le problematiche. “Per il Pronto Soccorso ce ne bastano tre”, dice Minicucci”. Era già stato predisposto il “suo spostamento nei locali di sotto”. Per quanto riguarda il resto, il vertice dell’ospedale getta acqua sul fuoco. Quindici i giorni necessari a pitturare le pareti, aggiustare altri punti critici nei reparti. “Almeno tre i mesi necessari” invece, affinché il reparto di dialisi diventi quello che tutti vorrebbero. Tutti interventi, continua Minicucci, che”avevamo già in cantiere”. Sotto accusa finisce la politica e quel cambio continuo dal punto di vista dirigenziale in campo sanitario che “non permette di rispettare quelli che sono i tempi di una programmazione di fatto già esistente”. E poi ancora, il punto snodale di tutto, “la mancanza di finanziamenti” adeguati alle risposte necessarie. E questa volta, spiega il neo direttore, non si vuole mettere una pezza ma risolvere i problemi strutturali alla radice, “e questo richiederà più tempo”. “Ma è quello che vogliamo fare”. Cento anni di servizio per il “Tiberio Evoli” ma nessuno che “abbia pensato interventi seri di ammodernamento”. Oggi, fa capire, se ne pagano le conseguenze. Intanto il pensiero va ai pazienti. “Le priorità saranno garantite. I pazienti possono stare tranquilli, in alcun modo l’assistenza sanitaria subirà delle flessioni, ci mancherebbe”. A chi chiede del futuro, il neo Direttore fresco di nomina, risponde senza esitazioni: “analizzare quanto ha portato agli atti di oggi, vedere quali sono le risorse dal punto di vista economico e partire subito con una programmazione seria”. Questo “non è, conclude Minicucci, l’ombellico mafioso del mondo. E come ho già detto prima, lo sforzo di tutto il personale medico e paramedico di questi anni nonostante le condizioni di abbandono non fanno altrochè esaltarne la sua capacità professionale”.
                                                                                                                                      nm & gdg