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    Inopportuno scioglimento Consiglio Regionale per agricoltori calabresi

    Credo che nessuno, ormai,
    abbia alcun dubbio sulla gravita' della situazione politico –
    istituzionale in cui versa la Calabria. Il Consiglio regionale
    in carica e' il frutto di scelte politiche sulle candidature, a
    suo tempo, fatte dai partiti, in base ad un sistema elettorale
    che ha azzerato la possibilita' di scelta dei cittadini''. A
    sostenerlo, in una nota, e' il presidente della Confederazione
    italiana agricoltori, Giuseppe Mangone.
    ''A questi stessi partiti – prosegue Mangone – oggi spetta il
    compito di indicare e mettere in atto una rapida azione di
    pulizia e trasparenza, con le dimissioni di quei consiglieri
    che, per quanto avvenuto, non possono e non devono piu'
    ricoprire l'incarico e la sostituzione di questi con altri da
    reperire tra i non eletti. Questa azione e' necessaria perche',
    da una parte, la situazione e' talmente grave che non si puo'
    andare avanti, dall'altra, le esigenze della Calabria non sono
    quelle di andare alle urne bensi' di poter contare sulla
    continuita' di un governo della Regione.
    I cittadini, le
    imprese, gli stessi enti locali quali i comuni, sono in attesa
    di poter cogliere le opportunita' della programmazione
    2007/2013. Cio' potra' avvenire solo in presenza di un governo
    in carica che emani subito i bandi per le varie misure previste
    nel Por e nel Psr''.
    Per Mangone ''dopo un buon lavoro di programmazione, basato
    sulla concertazione, sarebbe una iattura non poter entrare nella
    fase operativa per progettare e realizzare gli investimenti
    necessari per il recupero di capacita' competitiva da parte
    delle imprese e dei territori. In maniera particolare, per il
    settore agricolo, il blocco dei finanziamenti del Psr
    determinerebbe una paralisi di quella vasta azione di
    rinnovamento che stanno portando avanti le aziende, anche in
    conseguenza della riforma della Politica agricola comunitaria.
    La Pac, tra l'altro, prevede una serie di adempimenti
    obbligatori per gli agricoltori, molto complessi, come ad
    esempio, la condizionalita'.
    Si tratta di una serie di
    interventi da realizzare nelle aziende per renderle adeguate a
    garantire la salute e il benessere degli animali, il rispetto
    dell'ambiente e la buona e corretta pratica agricola''.
    ''Se si blocca il Prs – sostiene ancora il presidente della
    Cia – questi costosissimi adempimenti obbligatori sarebbero a
    totale carico delle aziende e, da parte delle stesse, non
    sarebbero sopportabili considerata la difficolta' in cui versano
    a causa prima di tutto, dell'andamento negativo dei prezzi
    all'origine dei prodotti agricoli.
    Lo scioglimento del Consiglio
    regionale inoltre, bloccherebbe l'attuazione di importanti
    riforme gia' varate quali quelle relative all'Arssa e all'Afor e
    impedirebbe l'approvazione di altre riforme in corso,
    altrettanto importanti, come, ad esempio, quella relativa ai
    Consorzi di bonifica, necessaria per attuare un processo di
    riorganizzazione per migliorare l'efficienza e ridurre il costo
    del sistema''.
    Per tutto cio', la Cia Calabria, chiede a tutte
    le forze politiche un segnale di interesse verso il bene della
    Calabria, dei suoi cittadini, delle imprese, dei giovani''.
    (ANSA).