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    Il viaggio di Nicola Calipari

    Giornata speciale al  Liceo Scientifico Alessandro Volta di Reggio Calabria.Gli alunni delle quinte classi del Liceo si sono riuniti, nei nuovi locali di Via Modena-S.Sperato, per partecipare ad una iniziativa realizzata dalla CONSAP e dall’Assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Reggio Calabria nel quadro delle giornate della legalità.L’iniziativa si proponeva di diffondere e rafforzare nei giovani i valori della legalità e del senso del dovere e dello Stato attraverso la riproposizione della vicenda umana, per molti aspetti esemplare, del nostro concittadino Nicola Calipari, già alunno del Liceo Volta; un uomo la cui storia ne fa un eroe positivo da proporre ai giovani e da contrapporre ai tanti eroi negativi di cui purtroppo di questi tempi le fiction televisive sono fin troppo piene.Una singolare coincidenza ha voluto che la manifestazione si svolgesse all’indomani della cattura del più pericoloso latitante della ‘ndrangeta reggina: quasi un segnale di speranza, la prova che un’altra Calabria è possibile.Questi concetti sono stati espressi negli interventi degli organizzatori che hanno preso la parola all’inizio della manifestazione :il segretario della CONSAP Figliomeni, il Dirigente scolastico del Liceo Leo Stilo, ’Assessore alla P.I. del Comune Sebastiano Vecchio.Si è trattato di brevi considerazioni, del tutto prive di retorica, che hanno fatto da introduzione allo spettacolo che ha ripercorso le ultime tappe del viaggio terreno di Nicola Calipari.Il testo teatrale, scritto da Fabrizio Coniglio e interpretato dallo stesso attore e da Alessia Giuliani, ricostruisce le vicende legate alla morte di Calipari attraverso il racconto di Giuliana Sgrena, le testimonianze dell’autista e di Lozano, le parole dello stesso Calipari tratte da sue interviste, i commenti scritti su internet da anonimi.Senza nessun effetto speciale, con una cattedra come palcoscenico, la drammaticità degli eventi è resa grazie alla forza evocatrice della parola e alla bravura dei due attori, che riescono a trasmettere al pubblico il pathos della storia e a coinvolgerlo così in un processo di immedesimazione che si conclude con un applauso finale segno non solo di apprezzamento per la prova degli artisti,ma anche di una catarsi compiuta grazie alla rappresentazione della tragedia.L’attenzione e la commozione suscitata nei giovani dallo spettacolo ci induce a ritenere che questa sia una via da percorrere per avvicinare gli studenti ai grandi temi civili e alla conoscenza di persone che, come Nicola Calipari, si possono a ragione indicare come esempi da seguire. Forse anche così si può dare corpo alla speranza che un’altra Calabria sia possibile. Adriana Trapani