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    Giù il sipario sulla Callas

    mariacallas

    di Natia Malaspina 

    Pochi sanno che il 28 febbraio del 1951 una giovane Maria Callas calcò le scene del Teatro comunale di Reggio Calabria interpretando l’Aida di Giuseppe Verdi insieme al tenore Josè Soler, con uno spettacolo che aprì la stagione teatrale di quell’anno.  Oggi è sceso il sipario sulla mostra "InCanto" (ospitata a Villa Genoese Zerbi dal 22 dicembre scorso e prorogata fino a questa sera). Si è conclusa con la consegna degli attestati, da parte dell’assessore comunale ai Grandi Eventi Antonella Freno e del sindaco Giuseppe Scopelliti, ai ragazzi del  


    Conservatorio “Francesco Cilea” che si sono esibiti all’interno di Villa Zerbi. 

    «Una mostra vissuta soprattutto dai giovani, dalla nostra speranza e dal nostro futuro», ha affermato l’assessore Freno. Sulla stessa lunghezza anche il primo cittadino che ringrazia i ragazzi del Conservatorio e traccia un bilancio di «un percorso importante conclusosi come ennesima dimostrazione che le istituzioni sono vicino alla gente. Un processo culturale – ha aggiunto Scopelliti – che non termina qui».

    La mostra dedicata alla grande cantante lirica in occasione del trentennale della morte, è stata organizzata dal Comune reggino in collaborazione con l’associazione culturale Maria Callas di Venezia, nella persona del suo presidente Bruno Tosi, critico musicale ma soprattutto grande estimatore nonché attento intenditore dell’arte della Divina. La famosa soprano è stata celebrata in tutto il mondo con eventi, mostre e concerti. Alcuni unici e preziosi pezzi della collezione esposta a Reggio, sono stati anche presentati a Roma, Milano, Atene e Parigi. La mostra “InCanto” traccia un percorso artistico ma anche umano: il dramma si mescola alla vita e non può essere distinto. Propone al visitatore il mondo della Callas, da ricostruire, come un puzzle, attraverso tanto piccoli frammenti. Dai sontuosi abiti con cui solcò i palcoscenici di tutto il mondo, agli abiti personali, ai gioielli.

    Un mondo, dunque, variegato fatto anche di dramma, genio, lusso, creatività e fascino. Attraversando l’esposizione, si ha l’impressione di scorrere una pellicola, dove, attraverso le gigantografie, le musiche, i documentari e addirittura una finta quinta teatrale (oltre agli oggetti personali e di scena), ci s’immerge nella tragedia e nell’”Incanto”. E Maria era proprio questo…era lei la quinta essenza della forza della vita e del fascino della voce, grazie alla quale è stata protagonista assoluta, incontrastata, brillante.