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    Editoria, mercoledi presentazione volume “Garibaldi a Melito”

    Si svolgerà mercoledì 20 febbraio 2008 alle ore 18.00, presso la Sala del Consiglio Comunale di Melito Porto Salvo, la presentazione del libro di Salvatore Orlando Garibaldi a Melito.Coordinerà i lavori il giornalista della Gazzetta del Sud, Giuseppe Toscano. Interverranno il Sindaco di Melito P. S. Giuseppe Iaria, il Prof. Pasquino Crupi, Prorettore dell'Università degli Stranieri, l'editore Franco Arcidiaco e l'autore. Il volume, pubblicato dalla Città del Sole Edizioni, ricostruisce il passaggio di Garibaldi sulle coste dello basso jonio reggino. L’eroe dei due mondi sostò tre volte nel piccolo comune di Melito Porto Salvo. La prima volta il 19 agosto 1860, allo sbarco dei Mille, la seconda due anni dopo, ne 1862, mentre fuggiva in Aspromonte, la terza e ultima venti anni dopo, quando, vecchio e stanco, volle vedere i luoghi delle sue passate gesta, prima della morte sopraggiunta qualche mese dopo. «Lo sbarco a Melito di Garibaldi, il 19 agosto 1860, – scrive il prof. Pasquino Crupi nella sua prefazione al volume – è un episodio locale di storia nazionale: non solo nel senso che con la presenza a Melito dell'Eroe dei due Mondi e dei suoi garibaldini il paese jonico congiunge la sua storia arretrata alla storia più avanzata d'Italia, ma soprattutto nel senso che da qui, da questo luogo della Calabria, con le antenne sensibili al moto risorgimentale, comincia la disfatta del regno di Napoli, la fine di un regno». Questo passaggio, misconosciuto dalla storia ufficiale, resta quindi un momento importante nel processo dell’Unità d’Italia. Si chiede, infatti, Crupi: se Garibaldi e i suoi avessero incontrato sulle coste reggine la stessa accoglienza che il cosentino riservò ai fratelli Bandiera nel 1844, cosa sarebbe accaduto? Il risorgimento e l’unificazione avrebbero subito un’altra battuta d’arresto?I melitesi accolsero Garibaldi e i suoi, le anime liberali del luogo ebbero il loro importante ruolo in quei fatidici giorni; il sindaco di San Lorenzo, Bruno Rossi, fu il primo a proclamare nel Napoletano la fine del regno borbonico. Dell’ospitalità dei calabresi del luogo, Garibaldi conservò un ricordo tanto caro, da volere, ormai alla fine dei suoi anni, recarsi di nuovo a salutare per l’ultima volta quei luoghi. Quei personaggi e quei luoghi, ignorati e dimenticati oggi, sono riportati alla luce nella presente trattazione, che dona loro il giusto riconoscimento.Per i melitesi questi episodi, che legano il piccolo comune alla storia e all’eroe nazionale per eccellenza, sono memoria e patrimonio comune, motivo di vanto e segno identitario. Non c’è da stupirsi, quindi, che Salvatore Orlando, non uno storico di professione, ma un architetto con la passione della politica e per il proprio paese, abbia scelto di compiere questo impegnativo lavoro di ricerca e di divulgazione: l’interesse per il proprio territorio e l’amore verso di esso e la sua storia sono la caratteristica dei meridionali che non rinunciano ad essere meridionalisti, nel senso in cui scrive Pasquino Crupi, di coloro «che non hanno rinunciato a credere nel possibile riscatto del Mezzogiorno e della Calabria».