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    Daniele Romeo sulle Foibe

    Da Daniele Romeo, consigliere comunale di Reggio Calabria e presidente provinciale di Azione Giovani, riceviamo e pubblichiamo: 

    Domani ricorrerà il giorno dedicato al ricordo delle vittime delle foibe titine e dell’esodo di 350.000 nostri connazionali di Istria, Fiume e della Dalmazia.

    Una giornata istituita con Legge nazionale nel 2004 dal Parlamento Italiano, aderendo alla richiesta avanzata dai parlamentari di Alleanza Nazionale, che, piano piano, comincia ad acquistare il giusto significato grazie alle manifestazioni e alle iniziative organizzate dai promotori del Comitato 10 febbraio, presente anche nella nostra Provincia.

    Credo sia giusto ricordare chiunque sia morto a causa della ferocia di qualsiasi regime politico, soprattutto per insegnare a chi verrà dopo, alle giovani generazioni, che fatti del genere non debbano accadere mai più.

    In tanti anni di Storia Repubblicani, i fatti che hanno riguardato l’eccidio degli italiani di Istria, Fiume e Dalmazia, gettati nelle foibe dai partigiani comunisti di Tito, alcuni ancora vivi e fatti morire in profonde cavità perché avevano la “grande colpa” di sentirsi orgogliosamente figli della nostra Italia, sono stati artatamente nascosti per non disturbare la suscettibilità di “qualcuno” che aveva preferito che su di loro cadesse il silenzio.

    Un mutismo che invece ha fatto tanto rumore, perché può capitare che a volte il silenzio sia più doloroso di qualsiasi indignazione urlata, di qualunque dichiarazione, di qualunque verità mai scritta.

    Un mutismo che si è manifestato nell’aula consiliare del Comune di Reggio Calabria, quando l’opposizione di centro sinistra , durante l’ultimo consiglio, non ha voluto indossare il fiocco tricolore fatto per ricordare la tragedia delle Foibe.

    Questa giornata, mi auguro, che non serva ad alimentare odi, perché la storia non è lo strumento migliore per la lotta politica: il 10 febbraio sia per tutti il momento per ascoltare le tristi storie di nostri connazionali che non ci sono più, ma che hanno lasciato tracce indelebili nei cuori di chi ama la nostra Terra.

    Mi auguro che questi fatti entrino nelle nostre scuole, perché i nostri ragazzi hanno il diritto ed il dovere di conoscere queste tristi e non troppo vecchie pagine di storia italiana.