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    Costantino (Cids) su Candidature e criminalità

    Riceviamo e pubblichiamo

     

    Ora che sono state indette le elezioni  per il rinnovo del Parlamento, le forze politiche reggine e calabresi hanno davanti a loro una grande, propizia occasione: candidare e fare eleggere una rappresentanza politica di alto profilo motivandone i fondati motivi della scelta, vagliare attentamente  – per escludere – candidature di personaggi inquisiti per gravi reati o pesantemente chiacchierati per connivenze e collusioni mafiose, evitare schematiche riproposizioni e autoriproposizioni – soprattutto per chi ha fatto due legislature – proponendo la utilizzazione di questi politici  in altri incarichi o nell’attività di volontariato in Associazioni valorizzandone così capacità ed esperienze .

    In questo modo le forze politiche darebbero un chiaro e netto segnale di cambiamento dimostrando la piena disponibilità   anche per una opportuna rotazione, normale avvicendamento  negli incarichi elettivi, aprendosi alla società , nonché favorire , possibilmente , un ricambio  generazionale del ceto politico del quale gli elettori avvertono interamente l’esigenza.

    Ciò è una necessità per il Paese,  ma é certamente, in particolare, una  esigenza  in una provincia  come quella di Reggio Calabria per altro ad alto rischio criminale, con il primato degli omicidi  in rapporto alla popolazione, una Regione con la più alta densità mafiosa d’Europa   e in presenza di una onorata società che acquisisce  appalti, traffici,  controlla cantieri , lavori di subappalto e forniture varie e con l”Onorata sanità “ -costituita da disservizi, ruberie , affari e sprechi – aggravando enormemente  tutti i  problemi  della sanità, dell’economia in difficoltà , della stessa  crisi sociale per il crescente impoverimento di tanta parte della popolazione.

     E, quindi, occorre  una rappresentanza che, con grande passione politica , vigore e determinatezza, contribuisca ha dare soluzione ai tanti problemi nazionali da tempo sul tappeto e spesso , deplorevolmente ,  rinviati ed affronti quelli  annosi del nostro territorio, primo tra tutti quello della sicurezza, per consentire ad amministratori, imprese, professionisti, cittadini di operare senza essere minacciati per  vivere in un clima di convivenza civile e nella  necessaria tranquillità.

    Ancora ieri il direttore del DAC Polizia  ( Direzione centrale anticrimine), Francesco Gratteri, nell’audizione alla Commissione Parlamentare Antimafia, ha parlato di infiltrazioni mafiosi “ a tutti i livelli “.

    Si badi bene,  lungi da noi la critica o la generalizzazione di giudizi su Senatori e Deputati  uscenti tra i quali, tanti ,  hanno svolto in condizioni difficili il proprio dovere apprezzandone l’impegno e per i quali si auspicherebbe anche una eventuale  riconferma.

    Ma l’urgente  problema consiste nel fatto  che le vicende drammatiche  susseguitesi  in questo territorio nei vari settori  – dall’ordine pubblico e sicurezza a quello della sanità, dal mancato sviluppo   a quello dell’uso  dei finanziamenti alle imprese  della 488, dalla erogazione dei contributi europei ai tanti problemi irrisolti –  richiede il massimo dell’impegno ,grande coraggio,  scelte nette  , entusiasmo, intelligenza ,assiduità nel lavoro  per affrontare la battaglia  politica in difesa della libertà e  democrazia in Calabria minacciate dalle trame delle lobby politico-mafiose presenti anche nel cuore delle istituzioni e che  rappresentano un grande pericolo per questa terra.

    Occorre un ceto politico che abbia grande motivazione, guardi veramente  agli interessi collettivi, impegnati sul piano politico, culturale, ideale e non pensando a  personali privilegi grandi o piccoli.

    Si chiede troppo, non è possibile questo ?

    Sarebbe  – ad esempio  –  di grande significato se vi siano esponenti politici del territorio disponibili ad imitare il Presidente del Consiglio dei Ministri uscente On. Prodi il quale ha dichiarato di non candidarsi  in nessuno dei due rami del Parlamento Bisognerebbe evitare  di sgomitare e farsi largo per riproporsi deludendo quanti attendano novità.

    Se , invece,  la scelta dei candidati dovesse avvenire in modo improprio  – approfittando anche di un sistema elettorale profondamente errato che consente alle oligarchie l’indicazione e la elezione dei rappresentanti in Parlamento  anche contro il comune sentire e senza garantire collegialità e democraticità delle decisioni – significherebbe perpetuare  ed aggravare sfiducia e distacco dei cittadini dalle istituzioni.

    Occorre quindi coinvolgere  il più largo numero di cittadini  nella formazione  delle liste e dei programmi – e farlo non a parole ma con fatti concreti –  per non perdere  un’altra grande occasione . Ove ciò non avvenga significherebbe   aggravare i guasti  presenti nella società  che, purtroppo,    parte della  politica , ha provocato da lungo tempo  e che rappresenterebbe grande colpa non  tentare di recuperare  un rapporto con i cittadini.

     

    Demetrio Costantino Presidente Comitato Interprovinciale per il diritto alla sicurezza.