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    Cosenza, fondi Ue: soldi a fabbrica di birra mai aperta

    Una fabbrica di birra mai entrata in attivita' e' stato oggetto di sequestro da parte delle Fiamme Gialle cosentine, che hanno anche arrestato 4 persone e ne cercano altre due, probabilmente imprenditori tedeschi. La fabbrica e' la Elen's Beer, allocata in un grande capannone nella zona industriale di Rende, in provincia di Cosenza. La Guardia di Finanza, dopo un'indagine patrimoniale partita nel 2006 da un semplice controllo fatto ad alcuni rivenditori, ha potuto constatare come fosse stata messa in piedi una complicata truffa ai danni della Comunita' Europea. I sei avrebbero percepito una somma di circa 2 milioni di euro, a fronte di un totale da percepire di 6 milioni e duecentomila euro. Il progetto presentato per il percepimento dei fondi comunitari prevedeva spese per circa 16 milioni e mezzo di euro e la nascita di una grande fabbrica di birra, che avrebbe dovuto ricevere i brevetti da un'omonima casa produttrice elvetica. In realta' la fabbrica cosentina aveva solo vecchie macchine al suo interno, senza certificazione, e non avrebbe mai prodotto birra. La societa' avrebbe solo commercializzato, in modeste quantita', del prodotto proveniente da una fabbrica tedesca e forse anche da altri produttori italiani, cosa che chiariranno le indagini tuttora in corso. Intanto sono finiti in carcere Mimmo Leonetti, 45 anni, e Antonio Runco, 38 anni. Ai domiciliari sono andati invece Adolfo Francesco Runco, 72 anni, e Giovanni Angelo Runco, 71 anni. Tutti a vario titolo coinvolti nella gestione della pseudo-fabbrica e nella emissione di pezze giustificative delle spese effettuate. In particolare, Adolfo Francesco Runco risulta essere il legale rappresentante della societa' mentre il Leonetti ne e' procuratore ad acta. I 4 sono legati da vincoli di parentela. Inoltre sono ricercati in Germania gli imprenditori Dieter Robert Bauer, 58 anni, e Albert Karl Bauer, 52 anni, responsabili della societa' 'Munich Oktober Fest'. Da sottolineare che durante l'indagine ha collaborato attivamente anche una banca, che doveva fattivamente erogare i contributi e che ha notato alcune irregolarita' amministrative. A seguito di questa indagine, e' stata anche scoperta un'altra truffa perpetrata ai danni della Regione Calabria da una pseudo Associazione Culturale, il 'Centro Europeo Informazioni', riconducibile agli arrestati, attiva nel settore turistico e che avrebbe ricevuto 100.000 euro per attivita' mai eseguite realmente, seppure certificate. Le Fiamme Gialle, operando 'per equivalente', hanno sequestrato preventivamente l'opificio industriale, numerosi terreni, 3 appartamenti, 4 autovetture, quote societarie e conti correnti per un valore di circa due milioni di euro, cioe' quanto gia' indebitamente percepito dagli arrestati. (AGI)