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    Corte dei conti boccia la sanità calabrese

    Tanti soldi per un servizio sotto la media, che, lascia spesso a desiderare. La Corte dei conti "boccia", nonostante qualche
    piccolo passo in avanti in alcuni settori, la sanita'
    calabrese e lo fa con la relazione sull'assistenza sanitaria e
    ospedaliera per l'anno 2006 con stime del 2007, presentata
    oggi a Catanzaro.
    L'analisi della magistratura contabile prende in esame
    tutto il sistema sanitario, compreso le esternalizzazioni e i
    controlli interni, sottolineando "la sovraesposizione di
    finanziamento a fronte di indici di attivita' e prestazioni
    sottomedia che evidenziano – e' scritto nella relazione –
    l'esigenza di interventi intesi a restituire alla regione un
    livello di prestazioni ospedaliere capace di corrispondere a un
    piu' elevato indice di appropriatezza".
    Entrando nei termini della situazione della sanita'
    calabrese, la Corte dei conti ha registrato, sia nel 2006 che
    nel 2007, "ritardi nell'adozione degli atti di indirizzo
    regionale, contenenti le linee fondamentali per il governo e la
    gestione delle aziende sanitarie, che comportano
    disallineamenti tra i tempi della programmazione regionale e
    l'adozione degli atti di programmazione aziendale". In un sistema claudicante, la Corte dei conti ha anche
    evidenziato il continuo cambio dei manager delle aziende, con
    le "procedure di nomina e di rimozione non sempre legate alla
    valutazione dei risultati conseguiti, ma piuttosto a dinamiche
    politico-istituzionali".
    Per quanto riguarda il Patto di stabilita', la Calabria ha
    dimostrato il rispetto dei limiti imposti dalla legge
    finanziaria del 2006. "L'esclusione della spesa sanitaria dalla
    spesa complessiva regionale – ha detto il magistrato relatore –
    ha reso impermeabile la gestione della liquidita' regionale ai
    risultati economici aziendali, facendo in modo che il maggiore
    fabbisogno finanziario si traducesse in incremento del debito
    commerciale verso fornitori del sistema e in un progressivo
    allungamento dei tempi medi di pagamento". Le scelte adottate dalla Regione
    in tema di razionalizzazione della spesa
    sanitaria, non sempre sono state condivise dalla magistratura
    contabile, che nella relazione richiama il fatto che "la
    Regione ha annualmente introdotto regole e principi che hanno
    vanificato gli effetti del piano sanitario, in
    favore di provvedimenti "tampone" con i quali si e' talvolta
    dato risposte contingenti a problematiche che avrebbero
    richiesto interventi piu' radicali e di ampio respiro".
    Per quanto concerne il dettaglio della spesa sanitaria, la
    Corte dei conti ha sottolineato che "il costo del personale
    registra andamenti in crescita, rappresentando la componente di
    maggiore peso percentuale del complessivo fabbisogno (41%),
    seguita dalla spesa farmaceutica con il 17%, mentre l'acquisto
    di beni incide per il 9%".