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    Comune Reggio, progetto di prevenzione per gli abusi sessuali sui minori

    “Più furbi di Cappuccetto Rosso”: questa la denominazione del progetto   di prevenzione dell’abuso sessuale sui minori  promosso dall’assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Reggio Calabria, retto da Tilde Minasi.

    Si tratta di un percorso nel quale sono annessi sia seminari destinati ad operatori della scuola, sia itinerari ad hoc per la realizzazione di un modello d’intervento preventivo diretto ai minori, così da aiutarli a costruire un sistema di difesa che permetta loro di riconoscere i potenziali rischi cui potrebbero andare incontro.

    Una vera e propria campagna di prevenzione, quindi, che funga anche da promozione di una cultura a garanzia dell’infanzia.

    Le azioni previste dal progetto, infatti, mirano a fornire agli insegnanti delle occasioni di conoscenza e di riflessione per quanto concerne il processo d’individuazione di eventuali situazioni di pericolo, così da insegnare ai piccoli a difendersi ed a sapersi tutelare, identificando le figure di riferimento cui è possibile chiedere aiuto.

    Un ruolo fondamentale nella prevenzione dell’abuso sessuale in età evolutiva, infatti, viene rivestito dalla scuola, in quanto migliore alleata della famiglia nell’educazione dei figli.

    A loro volta, gli adulti devono sapersi proporre ai bambini quale riferimento e guida, così da essere considerati interlocutori privilegiati ai quali confidare ciò che crea loro disagio o difficoltà. In quest’ottica è necessario, quindi, che si formino in modo da captare i segnali di disagio che il bambino esprime secondo modalità quasi mai verbali. Il tutto, in generale, va accompagnato da una cultura di reale attenzione al bimbo ed ai suoi bisogni.

    “L’attuazione di strategie preventive rispetto al problema dell’abuso all’infanzia – dichiara l’assessore Minasi ringraziando, per la sensibilità dimostrata, dirigente scolastico e corpo docenti della scuola elementare di Santa Caterina – può essere efficace solo se, e quando, la comunità, intesa come agenzie e istituzioni con funzioni educative e di tutela nei confronti dei minori, sia capace di riconoscerlo definendone le caratteristiche e strutturando, in base a queste, determinate tipologie d’interventi. Azioni finalizzate, in primis, alla comprensione dei fattori di rischio, ma, soprattutto, in grado di prevenire l’abuso, evitando che nuove vittime si trovino coinvolte in quello che potremmo definire un vero e proprio attentato al diritto di godere di una crescita sana ed equilibrata”. (Roto San Giorgio)