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    Circolo “Zavattini” ed Arci a 60 anni dalla dichiarazione universale

    Dieci film per pensare il senso, ancora in gran parte ignorato, della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani a 60 anni dalla sua proclamazione. Il nuovo appuntamento con “Un cinema per i diritti” – dal prossimo 12 Febbraio ogni martedì alle 21.00 al Teatro Athena di  Reggio Calabria presso la Chiesa Evangelica (via XXIV Maggio n.6A) – idea di una rassegna  radicata nell’impegno nata tre anni fa dalla collaborazione del circolo del cinema “Cesare Zavattini” con l’Arci di Reggio calabria e, quest’anno, in sinergia con l’Associazione Culturale “Il torrione della battigliola”- ricorda una data fondamentale: il 10 Dicembre 1948, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite firmava a Parigi il documento base delle più importanti conquiste civili della seconda metà del novecento, dalle rivendicazioni lavorative e sindacali alla parità tra i sessi, dal diritto all’istruzione alla tutela dell’infanzia, dalla condanna della tortura e della pena di morte alla libertà di movimento, coscienza, opinione e fede.             Per la prima volta nella storia dell’umanità, veniva sottoscritto un atto che, sancendo la piena dignità ed eguaglianza di ogni essere umano senza distinzione alcuna, di fatto affermava l’impossibilità di realizzare e mantenere la pace dentro e tra le nazioni al di fuori di tale riconoscimento.            Molti i titoli interessanti: Porte aperte, l’opera di Amelio dedicata al tema della giustizia e della pena capitale; Riff Raff la commedia graffiante e amara di Ken Loach sul diritto al lavoro e alla sicurezza tra ironia e sentimento di rivolta; Osama, film di denuncia sui soprusi del regime talebano nei confronti di donne e bambini in Afganistan; Sotto gli occhi di tutti in cui Nello Correale con humor nero racconta di compromessi quotidiani ed espedienti al limite e oltre la legalità; Lista d’attesa di Juan Carlos Tabío, che racconta come una lunga attesa in una stazione di autobus possa trasformarsi in occasione di ritrovata solidarietà; Le vie dei farmaci di Michele Mellara e Alessandro Rossi, denuncia sulle drammatiche incertezze del diritto alla salute; Il mio Paese in cui Daniele Vicari racconta il lavoro per capire com’è cambiata l’Italia.            Inoltre, in collaborazione con Amnesty International verranno presentati The road to Guantanamo, Orso d’argento al Festival di Berlino 2006, la vera "via crucis" di quattro amici inglesi di origine pakistana, e Moolaadé, vincitore di "Un Certain Regard" a Cannes 2004, in cui il grande regista senegalese Ousmane Sembene racconta l’eroismo quotidiano di una donna che decide di ribellarsi alle mutilazioni genitali.             Il film d’apertura martedì 12 febbraio alle ore 21 sarà Noi dobbiamo deciderci, storia di un disastro annunciato: l’alluvione del vibonese nel 2006. Saranno presenti in sala anche i registi, Felice D’Agostino e Arturo Lavorato, già apprezzati al Torino Film Festival 2007 e vincitori, nella sezione del concorso dei documentari, delle due precedenti edizioni della manifestazione.