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    Boemi: “La gente guarda ma non tifa. E’ tempo di indignarsi. Presto novità anche da parte Polizia”

    boemiSalvo Boemi è uno di quelli che la storia della 'ndrangheta la conosce molto bene; normale che da lui ci si attenda qualcosa di più sul piano della valutazione, del peso di quanto accaduto ieri: "Con l'arresto di Condello" – chiarisce Boemi – "si chiude un'epoca fatta di sangue. Reggio, allora, dimostrò che qui si potevano fare i maxiprocessi ed infatti i boss o sono caduti sul campo o sono in carcere. La 'ndrangheta ha compreso che lo Stato ha combattuto e vinto senza


    un magistrato-sceriffo. E' stata una battaglia reale di un gruppo che non si è mai nascosto. Il singolo cade, il gruppo no. Ma attenzione " – ha ricordato Boemi – "perchè, se mi consentite la metafora, il campionato non è finito. Noi siamo tornati forti, come gruppo, perchè i giovani che sono con me sanno lavorare insieme, onorando la memoria di Giovanni Falcone. Abbiamo saputo coordinare le Forze dell'Ordine, Reggio non è più la città dimenticata. Tra poco anche Cortese (capo della Squadra Mobile n.d.r.) mi auguro ci farà un nuovo regalo. Ma, tornando alla metafora" – ha rilevato Boemi – "stiamo giocando in uno stadio pieno ma con un pubblico che non tifa per nessuno, che non si indigna e non protesta. E' tempo che i cittadini partecipino. Se questo avverrà per la 'ndrangheta ci saranno tempi durissimi, ma la verità è che questa città non ha mai creduto nei sistemi legali. Tornando alla valenza criminale dell'arresto di Condello" – ha concluso Boemi – "noi sappiamo che c'è chi alla pax tiene molto. Ma ricordatevi che non esistono paci mafiose, ma solo tregue. Cosa succederà ce lo stiamo chiedendo con grande attenzione; dobbiamo capire cosa significa per la 'ndrangheta l'arresto di un uomo del calibro di Pasquale Condello"