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    Bimba venduta: la madre naturale non l’aveva mai conosciuta

    28 feb. – (Adnkronos) – E' nata a
    ottobre dello scorso anno la bambina venduta dalla ventiseienne
    Barbara Gambetterra ai coniugi Concetta Albanese e Giuseppe Brancati,
    ma la madre non l'aveva mai abbracciata. Fin dal primo giorno,
    infatti, era stata data in affidamento alla coppia che avrebbe dovuto
    adottarla. A prestare la "consulenza" su come agire, secondo gli
    inquirenti, erano state Tullia Calopresti e Rita Corica,
    rispettivamente sorella e madre di Antonio Calopresti, il medico in
    servizio a Messina che ha curato la giovane incinta. Il metodo era
    semplice: dichiarare all'anagrafe che la bimba era nata da una
    relazione tra la vera madre e il padre adottivo, e in un secondo
    momento far credere in una separazione per poter legittimare
    l'adozione in cui sarebbe entrata a far parte la madre adottiva,
    moglie di Calopresti. Ma "il paese e' piccolo" dicono gli agenti della
    Polizia di Stato del Commissariato di Cittanova che hanno seguito
    l'indagine, insospettitisi dalla nascita di un bimbo senza aver mai
    visto la signora Albanese con il pancione.
    In cambio sarebbe stata corrisposta una serie di regalie, non
    solo soldi ma anche un cellulare e una macchina che era stata
    concordata. In base, insomma, alle esigenze della madre naturale che
    contattava la coppia a seconda delle esigenze tramite la madre del
    medico, Rita Corica. E' stata quest'ultima ad avvertire i coniugi
    Brancati, senza figli, che c'era una ragazza disposta a cedere la
    propria bambina. La storia, terminata con l'arresto di sei persone, e'
    stata definita "orribile e quasi raccapricciante" dagli inquirenti,
    che non escludono altri casi simili. "Se ne trovano diverse
    soprattutto nel caso di giovani straniere ma e' un fenomeno difficile
    da provare" ha detto il dirigente della Polizia Ciccione. In questo
    caso, pero', sono gli stessi indagati a fornire elementi gravi che gli
    investigatori hanno desunto dalle intercettazioni telefoniche.
    (Ink/Pn/Adnkronos)