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    Antimafia, impreditoria al sud convive con la criminalità

    Un mezzogiorno in piena crisi, in Sicilia, Calabria e Campania emerge "in modo drammatico la condizione di un'imprenditoria che spesso convive con il potere pervasivo delle mafie che distorce il mercato e schiaccia la libera impresa e la libera concorrenza, con un abbattimento dei valori di democrazia e di liberta''. E' quanto denuncia nella sua Relazione conclusiva la Commissione parlamentare antimafia, presieduta da Francesco Forgione. La questione, "non riguarda soltanto le aree del Mezzogiorno ma tocca complessivamente la trasparenza del sistema economico del Paese". "La scarsa capacita' dell'Italia in generale, ma in particolare nel Mezzogiorno, di attrarre investimenti – scrivono i commissari – e' addebitabile ovviamente al tema della sicurezza, oltre che al cattivo funzionamento della pubblica amministrazione, alla lentezza della giustizia civile ed alla carenza delle infrastrutture".  La conseguenza e' che 'l'illegalita' viene riconosciuta come unica fonte possibile di reddito, in un circuito vizioso in cui la bassa crescita dell'economia legale genera, a sua volta, sottoccupazione o disoccupazione, che spinge il capitale umano ad allontanarsi negli ambiti di attivita' dell'economia illegale'.