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    Al via studio fattibilità ribassamento linea ferroviaria

    Non semplicemente un’idea ma qualcosa di più. Dopo il Waterfront reggino, adesso il progetto di ribbassamento della linea ferroviaria dall’ultimo tratto che va dal Lungomare fino alla fiumara S. Agata, ha da oggi  anche esperti ed addetti al lavoro pronti a realizzare un vero studio di fattibilità dell’opera. Un progetto che ha visto oggi a Palazzo San Giorgio, la presenza allo stesso tavolo del primo cittadino della città, Giuseppe Scopelliti e dell’assessore all’Urbanistica della Regione Calabria, Michelangelo Tripodi. Concordi entrambi, la procedura e i tempi di realizzazione non sono ne semplici ne immediati, e probabilmente quando sarà ultimata l’opera nessuno dei due ricoprià gli stessi ruoli istituzionali, ma “è importante pensare intermini di progettualità futura, nell’interesse di questa città”. Novanta i giorni di tempo che la società vincitrice del bando avrà per portare i resoconti di questo studio che andrà ad analizzare tutte le questioni tecniche, progettuali, ma anche ambientali dell’opera”. Un primo passo per poi poter pensare concretamente alla sua possibile realizzazione. Un’opera imponente, destinata a cambiare il volto di Reggio in maniera importante. Dai costi non certo risibili. Almeno 250milioni di euro, l’ipotesi più accreditata per la sua realizzazione. Fondi che ha spiegato lo stesso Tripodi, andranno ad essere recuperati attraverso la stessa Regione e i finanziamenti statali. “Le possibilità di sviluppo per la città, aggiunge Tripodi, sono enormi”. Sulla stessa lunghezza d’onda il Sindaco che parla di “una giornata importante, anche per il suo valore simbolico” che vuole al di là degli schieramenti politici, forze unite nell’interesse unico della città dello Stretto. Un “progetto bandiera”, come lo ha definito Tripodi. Adesso la palla passa quegli studi di fattibilità che dovranno andare ad analizzare tutte le varie ipotesi e problematiche legate al territorio, alla sua morfologia, alla questione sismica, ma anche ambientale e paesaggistica. Un progetto che rappresenterebbe anche la conferma di un percorso avviato in quella nuova visione di legame della città al mare. “Con quella stazione tutta da ripensare, storicamente a rappresentare un ostacolo in questo rapporto di trasformazione di Reggio quale città di mare”, e non più semplicemente affacciata sul suo Stretto.