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    Adiconsum: sull’inflazione intervenga la Regione

    Da Adiconsum riceviamo e pubblichiamo 

    Alcune liberalizzazioni, dopo un primo effetto positivo, finiscono per essere un boomerang per il consumatore, poiché consentono aumenti di prezzo anche quando siamo di fronte ad un calo dei consumi, in Calabria in molti casi, gli aumenti dei prezzi servono proprio a mantenere inalterati i ricavi nonostante un calo dei consumi, penalizzando i consumatori che già sono costretti a vivere le difficoltà legate a vere e proprie strutture di povertà.                                                               

     

    Fra i pochi prodotti per i quali è rimasto il prezzo amministrato c’è lo zucchero il cui prezzo dal 2000 ad oggi è rimasto pressoché invariato.                                                                   .
    Non così è avvenuto per molti generi di prima necessità, il cui prezzo, grazie ad effetti speculativi, rendite commerciali, ecc., è praticamente raddoppiato.

                                                                            
    Dalla Regione Calabria ci si aspetta un immediato e non più procrastinabile interessamento.

     

    In particolare il riferimento va alla costituzione dell’Osservatorio regionale su prezzi e tariffe e alla costituzione della Consulta regionale dei consumatori i cui provvedimenti attuativi giacciono da oltre 6 mesi sul tavolo dell’Assessorato Regionale alle Attività Produttive il che, avuto conto che il regolamento regionale che prevede l’istituzione dei tavoli summenzionati risale al lontano 10 maggio 2005 (ex art. 14 bis della Legge Regionale n. 8 del 26/06/2003), la dice lunga su quale sia la sensibilità del governo regionale rispetto alle tematiche che attualmente interessano i cittadini calabresi.


    Sappiamo che l’osservatorio e la consulta non dispongono di  poteri sanzionatori, ma alle indagini sui prezzi può, e in alcuni casi, deve seguire l’indagine fiscale. C’è bisogno da parte del Governo Regionale di un segnale più forte di quanto fatto fino ad oggi anche perché altre soluzioni ed altri tipi di intervento fungono da semplice palliativo che tende ad alleviare i sintomi e le conseguenze di una malessere diffuso a livello regionale, senza intervenire sulle cause effettive dello stesso.

     

    Con il passare delle settimane vediamo crescere lo stato di povertà dei calabresi e parimenti non riusciamo ad individuare gesti concreti, certi e duraturi che agiscano per alleviare l’andamento del costo reale della vita al potere di acquisto delle famiglie, alleggerendo per quanto possibile il sovraindebitamento che silenziosamente e sotto traccia sta portando alla deriva migliaia di cittadini calabresi.

     

                                                                                                       Il Segretario Generale

                                                                                                          Romolo Piscioneri