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    Viola risponde a Nicolò

    Riceviamo e pubblichiamo 

    Caro consigliere Nicolò,
    come ho avuto modo di riflettere più volte, uno dei problemi che affligge questa città, è rappresentato senza dubbio dalla mancanza di una  seria e pacata  dialettica tra le parti politiche e culturali.
    Non manca occasione, per entrambi, di puntare dritti alla derisione dei punti di vista altrui.
    Il  suo intervento di replica al Consigliere ARDIS Castorina, ma anche al poeta dialettale Amaddeo, circa la “giustezza” e la “congruità” della spesa effettuata dall’ amministrazione per l’acquisto delle opere di Rabarama (660.000.00), è l’esempio plastico di quanto ho sù affermato.
    Infatti è del tutto evidente,che provocare il Consigliere Castorina prima, ed il poeta successivamente, è stato il suo principale scopo.
    Intorbidire acque  limpide, è  una operazione forzata e certamente non foriera di soluzioni.
    Il costo esoso delle opere, peraltro da lei confermato, non ha nulla a che vedere con il valore che le stesse hanno sui mercati  nazionali ed internazionali.
    Che il  valore delle opere  giustifichi il costo,non è un giudizio che, né Lei ne Castorina, ed infine nemmeno il sottoscritto,possiamo dare, in quanto  certamente non operatori del settore..
    I nostri giudizi, possono essere solo e soltanto, di natura politica-amministrativa, e se vogliamo, morale.
    Infatti la riflessione del consigliere ARDIS mirava esclusivamente ad evidenziare il limite oltrepassato(secondo lui), tra il morale e l’immorale, tra il giusto e l’ingiusto.
    E’ un suo personale parametro, e come tale va rispettato.
    Come d’altronde il suo.
    Può o no piacere la gestione della “cosa pubblica” in città, ma non è permesso, in una onesta dialettica politico-culturale, tacciare chi diversamente la pensa come comunista, fascista e/o giullare.
    Questo ahimè è accaduto, e per lei si prefigura  il reato “lessicale” della recidività.
    Cosa c’entra “Giufà”, con i “giusti” e “congrui” costi della gestione amministrativa di una città?
    Come si può ricercare il sarcasmo e l’ironia del migliore De Filippo teatrale, di fronte ad un serio problema come quello succitato? Da lei, sensibile alle dinamiche sociali, è inaccettabile
    Si può accettare l’idea che lo sforzo dell’amministrazione miri  alla crescita culturale e turistica della Città, ma non è ammissibile che si presumi il possesso della verità su cosa sia o meno artistico-culturale e su come esso  si debba manifestare.
    Si può liberamente dissentire dall’idea (ed è il mio caso)di posare opere d’arte sul lungomare, semplicemente perché si rischia un appesantimento volgare “dell’armonia” che da sempre offrono i giardini pubblici.
    Questo non è, e non deve essere opinabile, sol perché sono di sinistra e /o comunista.
    Sarebbe la stessa cosa se questa preoccupazione la nutrisse uno di destra e/o fascista.
    E’ soltanto una questione di gusto,ed in quanto tale, personale.
    Infine mi sia permesso di dissentire con lei , circa la “primavera perenne” che la Città sta vivendo da quando è amministrata dal Sindaco Scopelliti.
    Le stagioni rispondono alla ciclicità del tempo e non soltanto alle convenienze degli uomini.
    L’essere in “perenne primavera” non depone a favore, anzi, nella fattispecie è il contrario, poichè starebbe a significare che da Falcomatà  in poi,non può diversamente essere.
    Sarebbe preoccupante invece, se sopraggiungesse il grigiore autunnale, piuttosto che l’estate, in quanto si certificherebbe una ingiustificata inerzia nell’azione amministrativa.
    A differenza di quanto lei possa immaginare, mi auguro di no, per amor della mia città e dei miei concittadini.
    Grazie, e buon lavoro.


    Reggio Calabria  22 Gennaio 2008                                                    Stefano Viola  
                                                                                                  Consigliere Circoscrizionale
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