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    Vibo, Serra incontra familiari delle vittima della malasanità

    "Siamo soddisfatti dell'incontro che abbiamo avuto con il prefetto Achille Serra". Ad affermarlo e' la mamma di Federica Monteleone, la ragazza di sedici anni morta il 26 gennaio 2006 in seguito ad un black out nella sala operatoria dell'ospedale di Vibo Valentia in seguito ad un intervento di appendicectomia. Sulla stessa lunghezza d'onda i genitori delle altre vittime di casi di malasanita' in Calabria: Alessio Scutella', Andrea Bonanno, Demetrio Gabugliese, Benedetta Vigliarolo, Elena Russo, l'altra sedicenne morta nell'ospedale di Vibo il 4 dicembre 2007 per un intervento di tracheotomia. Un incontro, quello con l'alto commissario anticorruzione, durato circa due ore nel palazzo della prefettura presente tutta la commissione, il prefetto e l'assessore alla sanita' della Calabria Vincenzo Spaziante. Dopo aver ascoltato il racconto dei genitori delle giovani vittime, la piu' grande aveva sedici anni, il Serra ha affermato: "Resta soltanto da capire se questi sono medici o sono asini". Prima dell'incontro in prefettura, Serra aveva visitato l'ospedale di Vibo Valentia. "E' vero che in Calabria ci sono tante sacche di malasanita', ma e' anche vero che bisogna riconoscere come anche in questo ospedale che e' nell'occhio del ciclone – ha detto l'alto commissario – ci sono dei reparti come la neuro dove si eseguono interventi meglio che altrove. Bisogna riaprire tutti i reparti che sono stati chiusi e metterli a norma. Fra un paio di mesi, se dura questa attenzione, ci potranno essere dei buoni risultati". (AGI)