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    Reggio, intervento del Sindaco Scopelliti sul Museo

    “E’ un vero e proprio saccheggio quello che si sta perpetrando ai danni delle bellezze e delle ricchezze della nostra terra custodite tra le mura del Museo Nazionale della Magna Grecia”.Così Giuseppe Scopelliti, sindaco di Reggio Calabria, a fronte delle notizie che delineano, come spiega, “la realizzazione, in atto, di una spoliazione all’interno di Palazzo Piacentini”. E’ lo stesso Primo Cittadino, infatti, a snocciolare una serie di dati che definisce “allarmanti e preoccupanti rispetto alla rilevanza del patrimonio storico ed archeologico della città dello Stretto, che annovera tra i suoi pregiatissimi reperti pezzi che possono solo esser definiti unici”.
    “Per citare qualche esempio – dichiara – basti pensare che un’opera di Mattia Preti si trova da molto tempo a Cosenza per un intervento di restauro e, dal momento che non si hanno notizie in merito, ci auguriamo che il prezioso dipinto torni subito al suo posto nel Museo e non prenda altre destinazioni. Ed ancora mi riferisco al Kouros ed alle teste di bronzo, uniche nel loro genere, che potrebbero essere ospitate dalla città di Mantova dal 16 marzo al 6 luglio, cioè in un periodo che coincide con  l’aumento del flusso turistico in Città. Ma non è tutto. Infatti, l’Apollo di Cirò (ovviamente anch’esso un ‘unicum’) si trova a Princetown, negli Usa, dove dovrebbe soggiornare per ben 4 anni con la soddisfazione del ministro Rutelli! Ed è a questo punto che mi chiedo, intanto, come queste azioni possano essere inglobate in un processo di valorizzazione del nostro Museo più volte sbandierato e, soprattutto, perché parlare su più fronti della realizzazione di una innovativa struttura museale se, di questo passo, le più importanti testimonianze archeologiche vengono destinate altrove? Ancora nessun rispetto, dunque, per i reggini e per la nostra Città, che, in questi ultimi anni è stata al centro di numerose e rilevanti iniziative di alto respiro culturale che hanno concretamente proiettato Reggio in scenari prestigiosi. L’apertura di nuovi siti espositivi e la prossima inaugurazione della Pinacoteca, infatti, garantiscono al turista la possibilità di ‘vivere’ in modo diverso il nostro territorio, ed il corollario ai progetti messi in campo dall’Amministrazione con abnegazione ed impegno, dovrebbe essere rappresentato proprio dai gioielli del Museo Nazionale, soprattutto in considerazione dell’unicità dei pezzi esposti nell’edificio di Piazza De Nava. Purtroppo, però l’indirizzo politico e gestionale del Ministro e del soprintendente Pietro Giovanni Guzzo, è quello di mandarli in tutto il mondo, magari con il rischio di compromissione dell’integrità di determinate opere dall’indiscutibile delicatezza. Sarebbe stato quantomeno opportuno informare l’Amministrazione Comunale sulle iniziative intraprese in tal senso. Non posso far a meno – evidenzia ancora Scopelliti – di rivolgere un appello alle istituzioni preposte ed ai rappresentanti reggini in seno al Governo nazionale, affinché si ponga fine a questa incresciosa situazione, altrimenti, se si dovesse proseguire su tale percorso, dovremmo aspettarci ben altro, magari che anche uno dei simboli di Reggio nel mondo, cioè i Bronzi di Riace, potranno un giorno lasciare lo Stretto verso chissà quali lidi. Immediatamente, invierò una missiva di protesta al Ministro Rutelli con la quale, tra l’altro, chiedere i lumi necessari e ricevere notizie in merito alle azioni strategiche, come da lui affermato recentemente, per il rilancio del Museo Nazionale. Come si può infatti, parlare di sinergia tra le Istituzioni quando si assiste a tali decisioni assunte con imperio e quasi in silenzio? Voglio solo ricordare che nelle nostre iniziative, proprio nella convinzione che la cultura sia uno degli elementi essenziali per lo sviluppo socio – economico del territorio, abbiamo spesso coinvolto la Soprintendenza, probabilmente perché allora potevamo contare su un altro interlocutore, la dottoressa Annalisa Zarattini”.
    “In alcune dichiarazioni – conclude il Primo Cittadino – rilasciate dai responsabili del settore abbiamo sentito parlare di un’ipotesi di scambi culturali tra Musei, compreso quindi anche il nostro. Ma quello cui oggi stiamo assistendo è un evento di tutt’altra portata: è, dunque, questo che s’intendeva porre in essere quando più volte la Calabria fu definita figlia prediletta dai rappresentanti istituzionali del Governo, o, più semplicemente, siamo di fronte all’ennesima attestazione di disattenzione nei confronti del nostro territorio?”. (Roto S. Giorgio)