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    Reggio, Dda: ” Ad annozero, la recita di Crea”

    ''Una studiata recita a soggetto, messa in atto con fredda determinazione, cosi' da sferrare un tremendo colpo basso alla moralita' del defunto Francesco Fortugno''. A compierla, secondo i magistrati della Dda di Reggio Calabria, e' stato Domenico Crea, il consigliere regionale di centrodestra arrestato ieri nell'inchiesta sui rapporti mafia-politica nella sanita', nel corso della famosa intervista ''rubata'' andata in onda su Annozero. I pm antimafia, prendendo spunto dalle intercettazioni ambientali fatte dai carabinieri e nelle quali si sente Crea fare la contabilita' dei fondi a disposizione dei vari assessorati e dell'importanza per i suoi collaboratori che ci sia lui in un posto di vertice, lo descrivono come ''spigliato, freddo e smaliziato: un vero 'boss' che tratta con il proprio 'consigliori'. Tutt'altra persona – sottolineano poi – rispetto al Crea-parvenu, impacciato ed a disagio, restituito dalla famosa intervista 'rubata' di Annozero, durante la quale addirittura bacia il giornalista scambiandolo per un 'compare'''. ''Anzi – affermano i pm – a questo punto viene da pensare che il Crea di Annozero fosse frutto di una studiata recita a soggetto fingendo di non accorgersi che la telecamera ed il microfono erano in agguato, cosi' da poter sferrare un tremendo colpo basso alla moralita' di Fortugno, della cui morte Crea fornisce la propria bieca spiegazione collegandola a non meglio precisati impegni 'presi e non mantenuti'. Senza ovviamente dire da chi ne' quando''. (ANSA).