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    “Onorata sanità“, il Gip: “Elezione Fortugno evento dirompente per le cosche”

    ''L'omicidio Fortugno si configura quale conseguenza di un evento imprevedibile e dirompente per gli interessi delle cosche''. E' quanto scrive il Gip di Reggio Calabria, Roberto Lucisano, nell'ordinanza di custodia cautelare emessa nell'ambito dell'inchiesta su un presunto intreccio mafia-politica nel settore della Sanita' in Calabria. Un evento, prosegue il Gip, ''costituito dalla mancata elezione in Consiglio regionale del soggetto designato quale referente dei clan e diretto garante dei loro cospicui interessi e dall'affermazione straordinaria ottenuta, invece, da un outsider come Fortugno, considerato evidentemente assai scomodo per gli equilibri politico-mafiosi del luogo e la cui ascesa doveva ritenersi tanto piu' inaccettabile in quanto fondata su successo elettorale raggiunto proprio in alcune delle zone che dovevano ritenersi sottoposte al controllo del cartello delle organizzazioni postesi a sostegno di Crea. In particolare bastera' al riguardo constatare la modestia assoluta del risultato elettorale ottenuto da quest'ultimo nella zona di Locri, dove operavano Alessandro e Giuseppe Marciano', individuati dalle indagini quali ideatori dell'omicidio Fortugno; non costituisce certo circostanza di poco conto che dal complesso delle conversazioni intercettate dopo le elezioni emerga l'assoluta insoddisfazione per il risultato elettorale ottenuto da Crea, in un contesto nel quale i Marciano' cercheranno sostanzialmente di discolparsi per l'esito della consultazione nella zona affidata alla loro cura''. ''All'omicidio Fortugno – afferma il Gip – faranno rapidamente seguito l'agognato accreditamento presso la Asl 11 della clinica Villa Anya di proprieta' della famiglia Crea ed il rientro di Domenico Crea nella carica di consigliere regionale in sostituzione della vittima, quasi a rendere palpabile come l'eliminazione del vice presidente regionale consentisse di riavviare il meccanismo di affermazione degli interessi illeciti perseguiti dal blocco politico-mafioso costituitosi attorno al Crea e di quelli piu' direttamente riguardanti proprio quest'ultimo ed il suo nucleo familiare''. (ANSA).