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    Macrì, lettera aperta ad Angela Napoli

    Di seguito la lettera scritta all'on. Angela Napoli dal Presidente regionale di Confagricoltura, Francesco Macrì 

    Cara Angela,
    con la stima e il reciproco rapporto che ci lega mi dispiace che proseguano le Tue esternazioni rivolte nei confronti della cooperativa “Valle del Bonamico”, credo Ti stia sbagliando sia per quando concerne la persona del Dottor Piero Schirripa sia in riferimento della cooperativa “Valle del Bonamico”. Tant’è che, come presidente di ConfAgricoltura Calabria, apprezzo il lavoro svolto dal Dottor Piero Schirripa, persona che stimo e che, tra l’altro, come Sindaco della Città di Locri ho collocato alla guida di un ente comunale importante qual è la “Fondazione Zappia”. Come ricorderai già allora mi sono detto discordante ai contrastanti giudizi sul finanziamento concesso nei confronti della stessa cooperativa siglate da Giovanni Dima, contro il quale si è giunti a polemizzare. Era un errore di valutazione come oggi si può verificare sul campo visto l’avvio e l’obiettivo dei propositi progettuali che sono stati realizzati. Mi chiedo perché, ancora oggi, ci si deve accanire nei confronti di una cooperativa che, nonostante abbia soci lavoratori con un passato anche da ex detenuti, ha al suo interno altri  soci lavoratori che nulla hanno avuto a che fare con l’illegalità o la criminalità organizzata.
    A tal proposito credo sia necessario stimolare ed incitare la vocazione delle realtà locali che, con tanto sacrificio, hanno inteso investire sul territorio, in particolare in questa circostanza anche con fini di recupero sociale ed avviamento al lavoro, atti che rappresentano un obiettivo comune della politica e dell’imprenditoria. Ed ancora, come presidente di ConfAgricoltura Calabria, ricordo la nostra massima attenzione sulle progettualità e sulle idee che interessano l’agricoltura regionale, dove spesso i privati non investono per le difficoltà che il settore primario riscontra in un Governo sordo alle necessità di attuare una politica di sviluppo e di programmazione territoriale che ha determinato, come conseguenza, un blocco nel sistema nazionale e globale, nel quale gli imprenditori locali si ritrovano a dover competere senza possibilità alcuna di ottenere incentivi propulsivi. Difficoltà accentuate nei propositi di un modello cooperativistico, nei confronti del quale si deve plaudire l’impegno e la costanza con le quali si è giunti a risultati apprezzabilissimi per la qualità dei prodotti che ha determinato, negli anni, un esempio di capacità organizzativa del lavoro e delle competenze che hanno richiamato l’attenzione dei media nazionali e internazionali. Modello cooperativistico del quale, nella Locride, la “Valle del Bonamico” e le altre cooperative di riferimento, rappresentano un fiore all’occhiello nonostante il percorso sia stato e continua a scontrarsi con l’atavico problema del settore dei prodotti agricoli calabresi quale la commercializzazione.
    Credo che proprio una realtà positiva che abbia saputo confrontarsi con il mercato, che continua nel percorso difficile del recupero e della reintegrazione sociale e culturale, della quale anche l’aspetto prettamente finanziario risulta efficiente dal punto di vista dei bilanci sociali ordinati e chiari, debba, cara Angela, essere compreso e valorizzato come punto di forza della Locride per la concretezza del voler e saper fare impresa sociale. Una valorizzazione che non prescinde dalla lotta alla criminalità organizzata anzi, di converso, trova un punto cruciale nel reinserimento lavorativo degli ex detenuti quale motivo di stimolo a continuare una progettualità sempre in movimento. Da questi presupposti credo sia importante partire per contribuire al dialogo propositivo e nel contempo costruttivo per sostenere una realtà imprenditoriale locale.
    Sono certo che una Tua personale visita nelle molteplici realtà aziendali e produttive della “Valle del Bonamico” sia importante per una serena verifica su come siano state utilizzate le risorse finanziarie che, già allora, temevi fossero destinate ad un diverso e certo indecoroso utilizzo da parte di frange vicine alla criminalità organizzata. Timori che, proprio la circostanza di una Tua cortese prossima visita, da concordare al più presto, può indurre ad una valutazione diversa, in grado di chiarire ogni dubbio sulla realtà imprenditoriale cooperativistica di “Valle del Bonamico”.

    Lì, 11 gennaio 2008

    Cordialità
    Francesco Macrì
    Presidente Regionale ConfAgricoltura