• Home / CITTA / Legambiente: “Tra il dire ed il fare c’è di mezzo il pendolare”

    Legambiente: “Tra il dire ed il fare c’è di mezzo il pendolare”

    Di seguito il comunicato stampa diffuso da Legambiente dopo la manifestazione "pendolaria" di stamane

    “Se Sparta piange, Atene non ride”: alle condizioni inaccettabili del trasporto ferroviario in Calabria e in Sicilia corrisponde purtroppo una altrettanto inaccettabile situazione riguardante il trasporto dei pendolari del mare che si spostano giornalmente tra le due sponde affrontando enormi disagi.
    E’ questa la denuncia al centro dell’iniziativa nell’area dello Stretto, organizzata nell’ambito della campagna nazionale Pendolaria 2008, da Legambiente in collaborazione con il Comitato Pendolari dello Stretto e il CISUT, centro che fa riferimento all’Università Mediterranea di Reggio Calabria.
    Scarso numero di corse, scarsità ed inadeguatezza dei mezzi di trasporto, orari limitati ed inadeguati, scarsa qualità dei servizi e delle strutture di imbarco, disfunzioni e sovraffollamento specialmente nelle ore di punta, mancanza di sicurezza, costi tariffari onerosi soprattutto per il traffico su gomma non degni di un trasporto interurbano: rimangono questi, secondo Legambiente, i principali problemi mai risolti del trasporto pubblico tra le città di Reggio e di Messina. I viaggiatori pendolari (circa 2500-3000 giornalieri, per lo più studenti e lavoratori) sono allo stremo, fortemente penalizzati ed eternamente in attesa degli interventi sbandierati che però non arrivano mai.
    In particolare, RFI e la società di navigazione del gruppo, Bluvia, piuttosto che puntare al potenziamento dei mezzi veloci diminuiscono l’offerta senza programmare gli investimenti necessari in direzione della modernizzazione e del rilancio del collegamento per i pendolari e i viaggiatori in generale.
    “In realtà, specie in questi ultimi tempi si fa un gran parlare di Area integrata dello Stretto – hanno detto all’unisono Lidia Liotta del Circolo Legambiente di Reggio Calabria ed Enzo Colavecchio del Circolo dei Peloritani di Messina – non si intravede però contemporaneamente nemmeno l’ombra delle misure più elementari ed immediate volte al servizio di mobilità dei passeggeri, all’interno della stessa Area, mobilità che rappresenta il fulcro di ogni politica di integrazione e di scambio. Tutti i protocolli d’intesa tra Governo ed Enti sono rimasti inapplicati. Basti pensare – concludono gli esponenti ambientalisti – che a distanza di un anno dal tragico incidente che ha causato morti e feriti non è stata istituita l’Autorithy della sicurezza né altro strumento di controllo della navigazione e di tutela dell’incolumità dei passeggeri”.
    Nel corso dei sit-in e degli incontri con i pendolari e i cittadini di Reggio Calabria e di Messina, Legambiente e il Comitato Pendolari dello Stretto hanno rilanciato le proposte per uscire da questa situazione d estremo disagio per la mobilità via mare. In particolare nell’ambito dei provvedimenti riconducibili alla metropolitana del mare è stato illustrato dagli ingegneri del CISUT il “pacchetto” concreto di proposte inserite nel Sistema Integrato per il Trasporto Collettivo nell’Area dello Stretto che potrebbero dare in tempi brevi respiro e nuova ambizione alla mobilità tra Reggio Calabria, Villa San Giovanni e Messina.
    “Per realizzare questi obiettivi – ha detto Nuccio Barillà, del Direttivo Nazionale di Legambiente – è necessario concentrare le risorse disponibili, a partire da quelle ex Ponte di Fintecna a quelle destinate alla Metropolitana del Mare, che rischiano di disperdersi in mille rivoli, magari per altre opere e per altre aree. Particolarmente importante è mettere in rete porti, stazioni e l’aeroporto dello Stretto. Nell’immediato va incrementato il collegamento della frequenza di esercizio sulle rotte di navigazione già esistente attraverso mezzi veloci ed economici tra le due sponde con una frequenza di orari, anche domenicale, che favorisca la possibilità anche di una fruizione reale dell’offerta turistica e culturale. Nel contempo vanno abbattuti i prezzi e rimodernate le stazioni, i punti di sosta e di attracco recependo le proposte che i pendolari stessi sulla base della propria esperienza avanzano”.
    “Infine una proposta provocatoria ma a nostro avviso stimolante e percorribile – ha concluso Nuccio Barillà – è quella che le Regioni Sicilia e Calabria finanziassero, attingendo al proprio bilancio o ai fondi statali e comunitari l’acquisto e l’armamento di un mezzo veloce, ad integrazione di quelli già esistente, da destinare alla mobilità dei pendolari delle due città. Tale mezzo potrebbe essere assegnato alla gestione dell’ATAM, azienda trasporto metropolitano dell’Area dello Stretto e alla sua omologa società messinese”.