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    Tassi alle stelle, la condanna di Confindustria

    ''…E siamo ancora gli ultimi…'': e' questo il commento del Presidente degli industriali calabresi, Umberto de Rose, nell'analizzare i dati dei prestiti a breve termine nel Paese diffusi dall'Istituto Tagliacarne. Le ultime cinque province di questa graduatoria sono occupate proprio dalle cinque province calabresi e la maglia nera spetta a Cosenza. ''Era gia' da un po' di tempo – ha dichiarato De Rose – che avevamo messo al centro dei problemi prioritari da risolvere per le imprese e per il loro sviluppo quelli inerenti sia all'accesso che al costo del credito in Calabria. Avevamo anche ribadito in tutte le sedi le nostre perplessita' in merito all'atteggiamento negativo e penalizzante del sistema creditizio nei confronti delle imprese calabresi, ma abbiamo raccolto solo un silenzio assordante intorno alle questioni poste. Anche quando abbiamo deciso, piu' volte, di denunciare lo sforamento dei tassi limite e l'insopportabilita' del costo del denaro l'unica risposta istituzionale pervenuta dal sistema bancario e' stata la generica affermazione che i tassi risultavano in calo. Oggi, purtroppo, questo dato dell'Istituto Tagliacarne ci riporta alla triste realta': un prestito nella provincia di Cosenza costa circa quattro punti in piu' che nella provincia di Trento e 3 punti in piu' rispetto alla media nazionale. E', dunque – dice De Rose – una forbice che non accenna a restringersi quella della Calabria rispetto al resto del Paese. Una forbice che persiste e che dovrebbe preoccupare ancora di piu' se si pensa alla nuova programmazione comunitaria ed al ruolo che il sistema creditizio dovrebbe avere a supporto dello sviluppo delle azioni di ingegneria finanziaria per le imprese. Puo' il livello di incagli o l'inefficienza dei sevizi determinare un costo del credito superiore del 70% fra due province dello stesso Paese? Io penso di no e, comunque, sarebbe una spiegazione troppo comoda. Il problema e' fin troppo serio per continuare a rimanere fermi di fronte ad una tale devastante condizione.'' ''Il vero problema, infatti, e' che una tale situazione comporta un forte deficit di competitivita' delle imprese calabresi – conclude De Rose – rispetto a quelle del resto del Paese e questo la Confindustria calabrese non puo' tollerarlo. Per tale motivo, ha dichiarato De Rose, faremo seguire alle nostre denunce, azioni ed iniziative a tutela delle nostre imprese nei confronti di un sistema, quello bancario, che non sembra avere alcuna attenzione ai problemi dello sviluppo e della societa' calabrese sempre cosi' fortemente penalizzata. E' necessario, pero', che anche la Regione intervenga, per quanto di sua competenza, attraverso la predisposizione o l'implementazione di strumenti indirizzati non soltanto al monitoraggio ed al controllo delle dinamiche del credito ma soprattutto attraverso una forte azione verso gli attori principali di questa situazione: cioe' le Banche''. (ASCA)