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    Omicidio Fortugno, i responsabili controllati dalla polizia già 5 mesi prima dell’agguato

    I presunti responsabili della
    morte di Francesco Fortugno erano controllati dalla polizia
    gia' cinque mesi prima dell'agguato del 16 ottobre 2005. Il
    dato e' emerso oggi durante la deposizione del vice dirigente
    della squadra mobile di Reggio Calabria, Luigi Silipo. "Da
    giugno del 2005 – ha detto il funzionario di Polizia –
    avevano installato una microspia nell'automobile di Antonio
    Dessi'". Il controllo era stato disposto nell'ambito delle
    indagini dell'omicidio di Salvatore Cordi', che aveva
    insanguinato Locri nel maggio del 2005. Ma quello di Dessi'
    non e' un caso isolato. In aula Silipo ha ricordato che a un
    mese esatto dalla morte del consigliere, il 16 settembre gli
    agenti della squadra mobile hanno "intercettato una
    conversazione tra Bruno Piccolo, Alessio Scali" e lo stesso
    Dessi'. Nella telefonata i tre "facevano riferimento a una
    elevata disponibilita' di armi e di ordigni esplosivi". Il
    giorno dopo la polizia intercetta invece una conversazione
    tra Domenico Novella e il solito Dessi'. Nel corso della
    chiacchierata i due parlano dell'omicidio "di due persone da
    compiere vicino al cimitero di Locri", ha spiegato Silipo.
    Per compiere il delitto avrebbero dovuti essere utilizzati
    "fucili automatici e anche un bazooka". Dai palazzi della politica
    arriva intanto un duro botta e risposta tra il presidente del
    Consiglio regionale, Giuseppe Bova, e il deputato Udc Mario
    Tassone. Il numero uno dell'assemblea legislativa calabrese
    nella sua deposizione di ieri aveva detto che "l'omicidio
    Fortugno ha colto nel segno, impedendo il cambiamento in
    questa Calabria". Una dichiarazione duramente criticata dal
    vicepresidente centrista della commissoione antimafia. "Leggo
    con grande stupore e preoccupazione le dichiarazioni del
    presidente del consiglio regionale Bova – ha detto Tassone -,
    il quale fornisce indirette indicazioni degli ambienti
    politici da cui si configurerebbe un eventuale terzo livello.
    Mi auguro che Bova abbia elementi certi in mano, perche' le
    sue congetture parapolitiche rivestono, specie in fase
    processuale, una particolare gravita'".(Velino)