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    Loiero attacca le banche: “Il caro-tassi uccide lo sviluppo”

    soldiIl caro-tassi, "certificato" da una elaborazione dell'Istituto Tagliacarne su dati della Banca d'Italia, allarma il presidente della Regione Calabria Agazio Loiero: "Uccide lo sviluppo, frena il dinamismo delle imprese. E' intollerabile. Chiedero' all'Abi, che incontreremo prestissimo, di correggere questa forte penalizzazione che colpisce la Calabria dove il costo del danaro raggiunge percentuali stratosferiche. Non ci sono giustificazioni possibili. E' una sorta di usura legalizzata che va cancellata, perche' non e' pensabile che tutti i mali e i pericoli per il credito bancario arrivano dalle cinque province calabresi".


    Loiero legge i dati sulla forbice tra Nord e Sud pubblicati dal "Sole-24 Ore": "Sono sconcertato – dice – e anche arrabiato: per ottenere un prestito a Cosenza bisogna accollarsi un tasso medio del 9,32%, superiore del 70% rispetto ai tassi praticati a Trento. Non va meglio a Vibo Valentia (9,12%), a Catanzaro (9,10%), a Crotone (9%) o a Reggio Calabria, dove si paga di meno ma si arriva all'8,97%. Sono tassi inaccettabili. Le cifre pubbloucate dimostrano che non era soltanto una percezione o la denuncia azzardata di imprenditori che si sentono strozzati dalla banche – afferma il presidente Loiero – visto che e' la stessa Banca d'Italia a fornire le cifre. Abbiamo visto giusto affiancando la denuncia di usura fatta dall'imprenditore Nino De Masi contro alcune banche, reato che il tribunale di Palmi ha confermato anche se non ha individuato i responsabili. Ci batteremo in ogni sede e con ogni mezzo. Bisogna vederci chiaro in questa storia perche' altrimenti ogni sforzo di programmazione, ogni euro speso per lo sviluppo servira' per arricchiere le banche che continueranno a privilegiare gli impieghi nell'Italia settentrionale. In epoca di globalizzazione dei mercati – conclude Loiero – non ci si puo' venire a dire che la disparita' di trattamento sia dovuta a peculiarita' territoriali o alla frammentazione creditizia del Mezzogiorno. Il fatto e' che prendere ai poveri e' piu' facile che prendere ai ricchi". (AGI)