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    Cento anni di Mondadori

    Un album, “Mondadori 1907-2007”, ideato da Gian Arturo Ferrari, e un francobollo rosso carminio di 60 centesimi, che ne riproduce il celebre logo, insieme a una serie di eventi culturali e mondani, celebrano il centenario della nascita del più importante gruppo editoriale italiano. Nel volume di 840 pagine, contenente più di 4.000 foto, rivive un secolo di editoria e di storia nazionale: i volti di autori italiani e stranieri, carteggi inediti, pareri di lettura e la riproduzione delle prime uscite di periodici e quotidiani; senza tacere la difficile sopravvivenza, durante il ventennio fascista, tra compromesso e distacco, e in anni più recenti la battaglia tra Berlusconi e De Benedetti per l’acquisizione del gruppo. Nel lontano 1907, Arnoldo Mondadori, giovanissimo tipografo ricco di inventiva, dà alle stampe la rivista “Luce”, di ispirazione anarco-socialista; nel 1912 pubblica il primo libro, “Aia Madama” dello scrittore e socio Tomaso Monicelli, e crea la prima collana, “La lampada”, dedicata alla letteratura per ragazzi. L’inizio di un’avventura che aveva tutto il sapore di una sfida: passare dall’editoria artigianale ed elitaria a un’editoria industriale e popolare. Sembrava un’eresia, un’antitesi dagli esiti disastrosi: cultura e impresa, insieme, in un connubio improbabile. Una scommessa vinta, invece, in breve tempo, “creando sempre nuove categorie di lettori”, come ben sintetizzava Elio Vittorini, ad indicare la capacità di Arnoldo di portare il libro alla gente. Così sono nate, negli anni Trenta, le celeberrime collane, i “Gialli” e “Medusa”, quest’ultima caratterizzata dalla presenza esclusiva di grandi autori stranieri (Bellow, Boll, Orwell, Kafka) e, proprio in occasione del centenario, riproposta in tiratura limitata. E, dagli Stati Uniti, giunsero, grazie a un fruttuoso accordo con la Disney, i fumetti del leggendario “Topolino”. E poi, nel secondo dopoguerra, arrivarono “Epoca”, “Panorama” e le riviste femminili. Fino alla collana divulgativa per eccellenza, gli “Oscar”, nata nel 1965, caratterizzata da grandi titoli e firme eccellenti in formato tascabile e prezzo economico; un successo senza precedenti, tuttora imitato da numerosi editori e, probabilmente, pure la chiave che ha permesso il rilancio del libro in anni di crisi. Letture per tutti. Arnoldo Mondadori aveva la straordinaria capacità di intuire la validità degli autori e di renderli grandi. Li curava, vezzeggiava e strapagava. Creatività e fiuto per gli affari ovviamente, con la qualità in primo piano. “Quando Mondadori mi volle tra i suoi autori, la mia poesia, che dicevano ermetica, si è fatta popolare”, scriveva Giuseppe Ungaretti in un sentito messaggio, nel 1957, in occasione del cinquantenario della fondazione. Nel tempo, anche dopo la morte di Arnoldo Mondadori, avvenuta nel 1971, il gruppo editoriale non ha tradito l’ispirazione iniziale e, negli ultimi dieci anni, ha pure varcato i confini nazionali, conquistando consistenti fette di mercato estero. <<Coniugare la vocazione culturale con le leggi dell’economia è una costante della nostra storia>> dichiara Maurizio Costa, amministratore delegato e vicepresidente della società di Segrate. Una sfida, quindi, che si rinnova, annunciando per il 2008 lo sbarco in Francia, Cina e India, con il settimanale “Grazia”, e per il 2009-10 l’internalizzazione del gruppo con cinque edizioni estere all’anno. Oggi Mondadori è il primo editore italiano di libri e di periodici, uno dei primi in Europa, ma l’imprinting non è stato smarrito e, ancora, attraverso le numerose e variegate pubblicazioni si respira la genialità di Arnoldo e il sapore delle sue lunghe chiacchierate con Hemingway, Soldati, Montale e molti, molti altri scrittori senza tempo. Cento anni di idee, pensieri, movimenti ed ideali che hanno fatto la storia.
    Maria Teresa D’Agostino