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    CdL: Scopelliti: “No a litigi. Sì a sintesi programmatica”

    Un appello alla calma e un
    invito a tornare a un tavolo "per mandare a casa Romano
    Prodi". A tre giorni dall'annuncio di piazza san Babila e
    mentre a Palazzo infuoca la polemica tra Gianfranco Fini e
    Silvio Berlusconi, a gettare acqua sul fuoco ci pensa da
    Reggio Calabria il sindaco Giuseppe Scopelliti. Il primo
    cittadino parla di "importante evoluzione della Cdl" e lancia
    un monito. "Non abbiamo bisogno di altri litigi, ma di
    trovare una sintesi di programma tra le formazioni politiche
    della Cdl. Alleanza nazionale, Forza
    Italia, Udc e Lega devono riunirsi intorno a un tavolo
    perche' per vincere non possono fare a meno di coalizzarsi".
    Di fronte a un malcontento crescente verso il governo del
    Professore, aggiunge il sindaco, "il rischio e' che ci si
    perda in chiacchiere quando invece abbiamo bisogno di
    capitalizzare questa insofferenza, anche su base regionale".
    L'apertura di Scopelliti a Berlusconi non e' incondizionata.
    Il sindaco non rinuncia a una frecciata sulla "volonta' del
    Cavaliere di anticipare e spiazzare sempre tutti". Un
    atteggiamento destabilizzante che, dice il sindaco, non si
    addice all'importanza di un annuncio come quello di domenica.
    "Se si vuole costruire un progetto comune, prima ci si
    confronta", spiega Scopelliti. Che pero' si guarda bene dal
    completare l'affondo e smorza subito: "Ora dobbiamo calmarci
    un po' tutti. Fermarci, riunirci e ripartire con un programma
    nuovo. L'obiettivo principale rimane quello di mandare a casa
    il governo Prodi". Scopelliti crede che il primo passo verso
    la conciliazione tocchi al presidente di Forza Italia. "È lui
    il grande capo, il leader del partito piu' rappresentativo",
    dice. E se da una parte ribadisce il "no" alla fusione nel
    nuovo soggetto politico di Berlusconi, dall'altra ricorda che
    An rimane disponibile a unirsi a una Federazione di
    centrodestra. "Di scioglierci nel nuovo partito non se ne
    parla – spiega -, ma rimaniamo disposti a convergere in una
    federazione anche con la formazione di Storace per tornare a
    formare un grande centrodestra"( Velino)