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    Anisap contro Lo Moro

    Dal Presidente regionale dell'Anisap, Edoardo Macino, riceviamo e pubblichiamo 

    L’Assessore Lo Moro, in una sua intervista di Addio alla Assessorato alla sanità della Regione Calabria, afferma che con “l’Anisap ha avuto un acceso conflitto per la pretesa iniziale di applicare tariffe superiori a quelle nazionali”.
    A parte il fatto che è dovere di ogni Associazione di Categoria difendere gli interessi legittimi dei propri associati, l’affermazione fatta dall’Assessore è quantomeno fuorviante.
    L’Anisap ha chiesto all’Assessore Lo Moro, di applicare la Finanziaria Nazionale 2007 e il DM del 13 dicembre 2006 tenendo conto della realtà calabrese, infatti il DM richiamato prevedeva e prevede che le Regioni avevano e hanno due possibilità: applicare le tariffe ivi indicate ( ma quali? Quelle del 1996 o quelle del 1996 così come modificate dalla sentenza del Consiglio di Stato del 2001?) , o munirsi di un proprio tariffario.
    L’Assessore, ha scelto la strada che ha arrecato un danno economico rilevante alle strutture ambulatoriali private accreditate  ma che, secondo le promesse fatte dall’ Assessore, anche alla presenza del Presidente Loiero, poteva essere colmato attraverso l’acquisizione di prestazioni e progetti che dovevano interessare la categoria: nulla di tutto ciò è stato fatto per l’inerzia dell’Assessorato.
    Conseguenza evidente di queste inadempienze e scelte è, per gli ambulatori privati accreditati, la perdita  già avvenuta di oltre 250 posti di lavoro.
    Anche questi hanno contribuito a collocare, secondo lo studio della Banca d’Italia, la Regione Calabria come fanalino di coda nel campo della occupazione.
    Nella Bozza di proposta di Piano ( alla quale, pare, secondo le notizie date dai giornali, anche dopo l’approvazione da parte della Giunta, l’Assessore e il Dipartimento continuano a lavorare) non viene dedicata neppure una riga alle strutture ambulatoriali private accreditate e si tace sulla Riorganizzazione della Rete delle strutture ambulatoriali pubbliche e private. Eppure ci sono scadenze di legge perentorie che, se non rispettate, porteranno danni economici rilevanti alle Regioni inadempienti e alle stesse strutture ambulatoriali.
    Nella Bozza di Piano i dati  del settore sono vecchi, gli standard indicati non tengono assolutamente conto dei reali bisogni della popolazione calabrese e, se applicati, contribuiranno ad allungare ulteriormente le già lunghe liste di attesa e ingrosseranno la migrazione sanitaria.
    Nei giorni scorsi, abbiamo consegnato al Presidente Loiero un documento in cui sono riassunti i problemi della nostra categoria, rimarcando anche che nell’elaborazione del Piano Sanitario non vi è stata alcuna concertazione con la nostra associazione , così come non vi è stata con le parti sociali che pure hanno parte importate nella sanità calabrese.
    Abbiamo chiesto e affidato al Presidente Loiero la risoluzione di questi problemi, siamo in attesa, come da lui promesso, di una sua convocazione per continuare il dialogo.
    L’Anisap si augura che la svolta che il Presidente Loiero intende dare alla Regione Calabria sia reale, che venga ripristinato il metodo della concertazione e che le speranze, che tanti calabresi hanno riposto in lui, non vengano deluse.

    Edoardo Macino