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    Vicenda De Magistris: allarme di Bertinotti

    Non si placa la polemica scoppiata intorno alla puntata di Annozero sul caso del giudice Luigi De Magistris. Il presidente della Camera Fausto Bertinotti prende carta e penna e lancia un allarme carico di apprensione: ''Si sta facendo torbido in modo preoccupante il rapporto tra la politica e la magistratura e tra la politica e il sistema radio-televisivo. E' una condizione che nella crisi della politica il Paese e le Istituzioni non si possono permettere''. ''Nessuno – avverte Bertinotti – deve essere messo alla gogna. Ma il diritto alla critica in generale e il diritto di criticare la politica nelle sue manifestazioni in particolare e' una prerogativa senza la quale un sistema informativo perde la sua validita'''. Nessuna gogna, secondo Bertinotti, ma neanche nessuna censura, l'ultima cosa di cui si sente il bisogno. Parole che pesano in un dibattito che si va allargando e che in qualche modo supera la stessa puntata di Annozero e va oltre la vicenda che oppone il giudice Luigi De Magistris al ministro della Giustizia Clemente Mastella. Sullo sfondo ci sono infatti le spinte antipolitiche guidate da Beppe Grillo e il nodo dei rapporti tra politica e magistratura con la televisione pubblica terreno di scontro fra le parti in causa. Da New York, Mastella si dice sereno e convinto che nessuno riuscira' a farlo fuori perche' non ha nulla da nascondere, mentre oggi si registra la presa di posizione del presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo: ''Non provo alcun compiacimento personale di fronte alla gogna mediatica di trasmissioni indegne della tv pubblica, di cui paghiamo anche il canone, alla quale vengono sottoposti frequentemente i rappresentanti delle istituzioni. Ne' ricavo alcuna soddisfazione dallo spettacolo di una classe politica sbeffeggiata in pubblico. Quando le istituzioni vengono umiliate, il Paese e i cittadini vengono umiliati con loro''. Sul fronte piu' squisitamente politico, la maggioranza non parla con una voce sola e riecheggia la parola editto riferita questa volta non piu' a Berlusconi ma a Prodi che ieri aveva bocciato la trasmissione di Santoro: Antonio Di Pietro parla di errore grave del premier; Rosi Bindi dice di non gradire 'certi processi'; Giorgio Merlo della Margherita sferza il Cda della Rai e lo ammonisce a non applaudire Santoro; il diessino Vincenzo Vita giudica ingeneroso e sbagliato fare di Mastella un capro espiatorio, ma anche assurdo e inconcepibile attaccare Annozero. L'Udeur con Mauro Fabris plaude a Bertinotti e gli chiede un intervento sulla tv pubblica. Dal versante della Casa delle Liberta', le bordate a Santoro non mancano ma questa volta l'atteggiamento e' un po' cambiato: insomma, e' il ragionamento, chi e' causa del suo mal pianga se stesso, come dice esplicitamente Antonio Tajani. Gianfranco Fini, leader di An parla di 'intollerabile' ipocrisia a sinistra: ''Santoro non mi piaceva prima e non mi piace adesso. Quando metteva alla gogna Previti e Berlusconi era la garanzia della liberta' di informazione contro i soprusi. Coloro che lo difendevano ora lo contrastano''. Silvio Berlusconi non commenta direttamente Annozero ma dice ''meglio tardi che mai'' sulle critiche del centrosinistra verso gli atteggiamenti di alcuni magistrati. Santoro preferisce non aggiungere nulla a quanto gia' detto e sceglie la linea del silenzio: l'unico segnale arriva dal sito di Annozero dove campeggia la lettera con cui Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, chiede le dimissioni di Mastella. In piu' si trova l'intercettazione telefonica tra l'ex presidente della regione Calabria Giuseppe Chiaravallotti e la sua segretaria Giovanna Raffaelli, infine un intervento fatto da De Magistris ad un convegno. Ora si attende la decisione del direttore generale della Rai Claudio Cappon che si riserva di sottoporre le sue valutazioni al consiglio di amministrazione mercoledi' prossimo. (ANSA).