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    Sarra su vicenda trasporti nello Stretto

    “Una vera e propria rivoluzione nel settore dei trasporti dell’Area dello Stretto. Gli stati previsionali dei lavori da effettuare sulla litoranea tirrenica, relativi alla A3, dell’approdo sud Villa-Tremestieri e quelli previsti sulla litoranea Jonica, megatangenziale Villa-Reggio-San Gregorio, la s.s.106 da San Gregorio a Melito, rischiano di stringere in una morsa senza uscita l’intera Area dello Stretto sino al 2010 ed oltre. Stati previsionali dei lavori…… che non vorremmo andassero di pari passo con gli stati previsionali relativi agli stanziamenti previsti per il potenziamento della metropolitana di superficie, a questo punto vitale per l’economia dell’intera Area dello Stretto nelle direttrici Nord e Sud ed alle proposte alternative ‘in corso d’opera anch’esse,’ del Ministro dei Trasporti con le cosiddette Vie del Mare. Ciò che preoccupa al momento, oltre l’esigenza prioritaria di un impiego ottimale delle risorse destinate, è la contestualità dell’avvio dei lavori con l’andamento lento delle soluzioni, ancora in via di definizione. Le gravi discordanze operative e le posizioni divergenti tra i due Ministeri interessati, dei Trasporti e delle Infrastrutture non tarderanno a produrre effetti devastanti sulla viabilità del nostro territorio. L’esigenza di un immediato avvio dei lavori da parte del Ministro delle Infrastrutture mal si concilia con la richiesta, senz’altro più logica del Ministro dei Trasporti, di un  rinvio, di un  differimento, non foss’altro per la necessità di anteporre ai cantieri soluzioni immediatamente attuabili e tali da indurre l’utenza ad acquisire gradualmente una mentalità innovativa nel settore dei Trasporti. Così non è stato e dovremo far l’abitudine a convivere con repentini cambiamenti di rotta. Il Ministro ha le idee chiare….si dice…peccato che al momento non sia sorretto dalla tempistica,  relativamente agli stanziamenti, alla messa in sicurezza e mobilità alternativa che non lasciano presagire nulla di buono sul versante della viabilità nei tratti più a rischio dell’Area dello Stretto non fosse altro che per la morfologia del territorio. Stati previsionali, soluzioni, richieste, tutto risulta…in corso d’opera, persino l’esigenza, scontata ai più, della necessità vitale che venga realizzata l’opera primaria e cioè il ‘raccordo infrastrutturale’ tra Aeroporto, ferrovia, vie del mare a supporto delle gravi insufficienze della rete stradale delle litoranee tirrenica e Jonica. Con l’augurio bipartisan che si possa giungere a rendere operative ed efficaci le tante soluzioni in itinere, stante l’ indifferibilità dell’avvio dei lavori è auspicabile che venga istituito un serio e costante ‘collegamento tra organi di governo ed Istituzioni locali’. I lavori previsti nei due versanti jonico e tirrenico, per le implicazioni che ne derivano costituiscono una delle priorità politiche economiche e sociali che richiedono ampia convergenza istituzionale al di là degli steccati politici al punto che la gestione politica al pari della gestione tecnica risulterà decisiva nel garantire il superamento di eventuali condizioni di staticità territoriale con tutte le conseguenze che ciò comporterebbe a livello di collegamenti interregionali e sull’economia non solo turistica delle due Aree dello Stretto”.