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    Sanità, Lo Moro: “In Calabria difficile rimuovere clientelismo”

    ''In Calabria e' molto difficile rimuovere incrostazioni datate e nostalgie di un tempo in cui l'assessorato regionale alla Salute era un terminale di clientelismo e pessima politica''. Lo afferma in una dichiarazione l'assessore regionale alla Sanita' della Calabria, Doris Lo Moro, commentando la situazione del settore. ''Chi ha costruito fortune elettorali sulla sanita' non ha titolo per contestare il lavoro di chi opera senza sosta nel tentativo di risanare i guasti che una politica invadente ha prodotto in anni ed anni di gestione scriteriata – aggiunge l'assessore – La mia storia politica e umana parla chiaro. I cittadini conoscono uomini e vicende e sanno giudicare il pulpito dal quale partono certe prediche. ''Fin dal giorno del mio insediamento – ricorda – ho dichiarato che il riordino della sanita' calabrese era un progetto di largo respiro, che non puo' misurarsi sul breve periodo. Rtengo che le scelte sin qui fatte vadano nella direzione giusta – sottolinea l'assessore – Se la Calabria rispetta il patto di stabilita'; se si e' ampliata la garanzia dei livelli essenziali di assistenza; se l'interlocuzione con i livelli istituzionali nazionali procede con costanza, e' il segno di un recupero di credibilita' che altre fasi politiche non hanno saputo garantire alla Calabria''. E questa credibilita', per la Lo Moro, ''deriva in particolare da una gestione sana dei soldi della collettivita'; dalla recuperata capacita' di lavorare per obiettivi e di programmare; dalla convinzione ormai consolidata nella nostra regione che oggi le assunzioni e le progressioni di carriera nella sanita' devono essere funzionali ad un progetto amministrativo e non al destino politico di personaggi che, collocati negli anfratti della burocrazia o in attesa di improbabili promozioni, manovrano nell'ombra per raccogliere voti e contribuiscono ad aggravare quei guasti a cui la giunta regionale sta tentando di porre rimedio''. L'assessore regionale mette inoltre in evidenza che ''la sanita' e' un settore complesso sul quale si concentrano aspettative e interessi ed e' per questa ragione che preferisco lavorare alla soluzione dei problemi piuttosto che abbandonarmi alla facile propaganda che pure, in una fase come quella attuale, caratterizzata dalla campagna elettorale per le elezioni primarie del Partito Democratico, potrebbe risultare utile a fini politici, considerato il mio impegno per la lista 'Con Veltroni-Ambiente, Innovazione e Lavoro''. La Lo Moro, comunque non ritiene ''necessario rispondere a tante critiche gratuite che vengono mosse alla sanita' e all'assessorato. Ne' intervenire su strane candidature che pure si registrano''. Ritiene pero' ''inaccettabile che se l'assessore regionale alla salute si attiene ad un atteggiamento istituzionale per evitare commistioni fra l'interesse pubblico a una sanita' funzionante e una consultazione di partito, il funzionario di un'azienda sanitaria approfitti di una iniziativa elettorale per criticare la politica con toni che denotano, oltre che una mancanza totale di stile, una conoscenza quantomeno superficiale del lavoro svolto dall'assessorato e dalla Giunta regionale in questi due anni e mezzo''.''A chi dice che la sanita' in questa fase si caratterizza per tagli di risorse – prosegue Lo Moro – rispondo che in realta' le risorse a disposizione sono aumentate e non diminuite e che, comunque, bisogna stare attenti a non confondere una gestione oculata dei soldi pubblici ed il rifiuto di pratiche clientelari con il ridimensionamento dei servizi, spacciando al contrario promesse ed impegni a soddisfare aspettative di singoli per azioni efficaci ai fini del diritto collettivo alla tutela della salute''. L'assessore alla sanita' ritiene che ''la dialettica politica intorno alla sanita', in questi due e anni e mezzo di esperienza amministrativa, e' stata spesso eccessiva e viziata dallo spirito di parte che comunque puo' rientrare nel gioco politico. Ho accettato le critiche quando sono state mosse da fonti competenti tentando di ricavarne elementi di positivita' nell'attuazione dei progetti; le ho respinte con argomentazioni e dati di fatto quando le ho ritenute fuorvianti o in malafede''. ''Oggi – conclude – non ritengo accettabile che un funzionario di un'azienda sanitaria possa attaccare due anni e mezzo di lavoro, al quale avrebbe dovuto contribuire ed evidentemente non lo ha fatto, in nome e per conto di una lista che concorre al processo costituente di un partito a cui in tanti stiamo dedicando tempo ed energie''. (Adnkronos)